Come leggere le notizie finanziarie pt.3

nella prima parte di questa miniserie abbiamo analizzato il conflitto d’interesse che impedisce ai media di essere completamente oggettivi; nella seconda abbiamo invece visto qual è il processo da usare per selezionare le migliori fonti possibili.

Tutto questo rischia però di essere inutile se non sei consapevole dei tuoi bias (distorsioni cognitive) e dei tuoi pregiudizi.

Nel mondo delle notizie finanziarie, sono tre i bias a cui devi fare molta attenzione:

1. Il confirmationbias;
2. Il politicalbias;
3. Il pressapochismo.

Vediamoli uno per uno.

1. Il confirmationbias

Il bias di conferma è un pregiudizio da cui tutti siamo affetti.

Tutte le volte che leggi o senti qualcosa, lo filtri con le lenti della tua esperienza personale e con quello che pensi di conoscere.

Ma, a differenza del filtro anti-cavolate che stiamo cercando di costruire, il bias di conferma ha un difetto: non permette MAI alle tue convinzioni di aggiornarsi.

Ad esempio, conosci un parente convinto che la Borsa sia tutta una bisca creata al solo scopo di spillargli i soldi?

Egli, quando cercherà notizie sui mercati finanziari, si concentrerà (più o meno inconsciamente) su quelle che confermano la sua opinione.

Storie di disastri di piccoli risparmiatori o titoli mirabolanti da “oggi sono andati in fumo 55 mila miliardi di dollari“.

Anche di fronte a grafici che mostrano come investire su indici azionari ben diversificati porti a un buon rendimento, ci sono persone che troveranno mille scuse sul perché le informazioni riportate sono in qualche modo scorrette.

“Si, ma chi l’ha detto? Ah, una società di investimento, a loro non credo”.

“Non conosco nessuno che ha ottenuto questi risultati, quindi non è vero”.

“Questo non corrisponde alla mia esperienza quindi è falso.”

La cosa interessante è che, anche se messo di fronte all’evidenza che le sue convinzioni sono errate, questa persona non cambierà idea, anzi, ne sarà ancora più certo.

Ecco perché non si può persuadere una persona usando solo i dati.

Il suo personalissimo filtro di pregiudizi gli farà vedere quello che vuole e rigettare il resto.

Questa dinamica di confirmationbias è ancora più esasperata dai social media, dove le persone si riuniscono in gruppi a seconda dei loro interessi comuni e ignorano completamente altri tipi di visioni.

Per fortuna esiste un buon antidoto contro il proprio personale confirmationbias.
Questo antidoto è composto da due ingredienti fondamentali:

  1. darsi la possibilità di ammettere un errore e di cambiare idea;
  2. cercare attivamente notizie contrarie al proprio punto di vista.

Il primo punto è importantissimo.

Come abbiamo visto sopra, se qualcuno non accetta la possibilità che le sue idee siano migliorabili o addirittura completamente sbagliate, rimarrà intrappolato a vita nel confirmationbias.

Regalarsi la possibilità di cambiare idea, invece, ti permette di non rimanere intrappolato in convinzioni sbagliate e, in campo finanziario, di investire con successo.

Come diceva Keynes, che oltre a essere un economista è stato pure un grande speculatore, e come Charlie Munger, il partner leggendario di Warren Buffett, ha confermato:

“Quando i fatti cambiano, io cambio idea. Tu cosa fai?”

Quindi è importante avere convinzioni forti basate su basi solide (quelle che passano il tuo filtro anti-cavolate), ma essere pronti a cambiare idea quando l’evidenza conferma il contrario.

Se vuoi battere definitivamente il confirmationbias devi fare il passo successivo: cercare notizie e opinioni che sono opposte rispetto alle tue convinzioni.

Questo processo si può definire “essere l’avvocato del diavolo di sé stessi” e consiste nel cercare le tesi opposte e trovarne possibili punti ragionevoli da incorporare nel tuo processo di investimento.

Uso questo processo continuamente quando faccio ricerche per lavoro.

Ad esempio, uno dei principi di base è che “l’azionario sale sempre nel lungo periodo” (è una verità).

Ma andando a vedere quali sono le critiche più serie fatte all’investimento in azioni (non le porcherie da gente senza né arte né parte, quando si scelgono fonti opposte bisogna fare lo stesso lavoro di selezione delle fonti che abbiamo visto nella mail precedente) è emerso che investire solo in un’area geografica, anche se vasta e molto prolifica come gli USA può portare a decenni perduti (esempio, il 2000-2010) in cui il capitale investito non si muove.

Qual è la soluzione per risolvere questo oggettivo punto debole delle azioni?

Ampliare il portafoglio prodotti finanziari diversificati e acquistare azioni non solo in un’area geografica ma in tutto il mondo attraverso un piano di accumulo per poter guadagnare anche quando i mercati scendono o vanno a zig zag per diversi anni.

Tutti elementi presenti nella mia personale strategia di pianificazione finanziaria, ovviamente.

Per questa ragione è così importante cercare persone intelligenti che hanno opinioni (anche finanziarie) diverse dalle tue.

Cercando di capire il loro punto di vista, potresti trovare dei dati oggettivi che ti aiutano a migliorare il tuo piano di investimento.

2. Il politicalbias

Le nostre convinzioni politiche sono una parte molto importante della nostra identità.

E con politiche non mi sto riferendo solo a quale ritieni sia il partito migliore.

Anche se pensi che siano tutti disastrati, questo non toglie che tu abbia comunque opinioni politiche.

Sanità pubblica o privata.
Reddito di cittadinanza oppure sussidi alle imprese.
Nucleare sì o no.

Queste opinioni sono molto forti ed estremamente difficili da dimenticare.

E ce le portiamo dietro quando leggiamo le notizie finanziarie.

Se pensi che Trump sia un fenomeno, sarai più invogliato a investire, visto che ti sembrerà che sia la persona giusta per far girare l’economia americana.

Quindi comprare azioni è una buona idea, visto che grazie a lui varranno di più.

Se pensi che Trump sia un idiota, invece, non vorrai investire molto nelle azioni perché pensi che prima o poi il mercato si accorgerà di quanto è stupido, l’economia diventerà un disastro e il valore delle azioni scenderà.

Ho preso come esempio Trump perché è famoso, ma ovviamente lo stesso ragionamento si può applicare anche ai politici nostrani o a quelli di altre nazioni che non sono in linea con le tue idee politiche.

In questo caso particolare, l’errore è credere che una piccola variabile tra centinaia (chi sia il presidente di una nazionepossa influenzare in modo così decisivo un sistema complesso come i mercati finanziari, dove ci sono milioni di investitori che compiono scelte basandosi su variabili di cui non hai nemmeno idea.

Subordinare la scelta di investire o meno a seconda di quanto ti piaccia o meno il politico di turno, è una scelta perdente, visto che, ad oggi, gli investimenti (specialmente quelli azionari) hanno fatto il loro sporco lavoro e portato a casa un rendimento sotto diverse ideologie, presidenti e altro.

E lo stesso vale per altri tipi di ideologie.

Rifiutarsi di comprare fondi adeguatamente diversificati perché hanno al loro interno uno 0.01% di azioni di società che vanno contro alcuni dei tuoi ideali (ad esempio, società petrolifere, di gioco d’azzardo, tabacco o alcolici, le cosiddette “sin stocks”, azioni del peccatore) significa non prendersi il 99,99% di altre aziende che compongono l’indice.

Attenzione, non sto dicendo di fregarsene di chi inquina il mondo per fare soldi.

Ma se ci si vuole opporre a questo tipo di situazione, ci sono modi molto più efficaci per affrontare il problema (non comprando i prodotti delle società in questione, donando a associazioni che combattono questi problemi o investendo in società che stanno lavorando per soluzioni alternative).

È sacrosanto avere idee e pregiudizi politici, ma fai attenzione al fatto che non guidino le tue decisioni di investimento, che devono essere più agnostiche possibile.

3. Il pressapochismo

Chiedi a una persona come sta, e molto probabilmente, dopo averti detto che sta bene, ti dirà quanto è occupata.

Oggi siamo tutti di corsa, tutti di fretta, e la vittima principale di questa situazione è la nostra attenzione.

Oltre ad essere di corsa siamo costantemente bombardati da contenuti ovunque ci troviamo (un grazie ai nostri smartphone) e questo significa che l’attenzione che prestiamo a una singola notizia è molto bassa.

Come se non bastasse, i social media hanno accentuato una comunicazione basata sulle emozioni e su titoli che hanno l’unico scopo di attirare l’attenzione.

E per farlo, spesso travisano addirittura il contenuto o lo esagerano di proposito.

Tutto per provocare più commenti, più interazioni e poi rivendere l’attenzione accumulata sotto forma di spazi pubblicitari.

Opporsi a quello che è uno dei trend più forti dell’informazione attuale è utopistico, e poco pratico.

Come nel caso del politicalbias, questo non vuol dire rassegnarsi all’idea che questa situazione non cambi mai.

Ma mentre stai facendo quello che è in tuo potere per migliorare la situazione, devi trovare un modo efficace per conviverci.

Per questa ragione, ecco qui qualche spunto interessante per evitare di finire vittima del pressapochismo:

  • NON fermarti al titolo di una notizia. Spesso i titoli delle notizie finanziarie sono scritti da persone diverse dall’autore, e, nel caso di giornali o siti internet, lo scopo è quello di catturare la tua attenzione a qualsiasi costo.
    Il problema è che se leggi in maniera troppo distratta, rischi di dimenticarti tutto il ragionamento dell’articolo e di ricordartene solo il riassunto, ossia il titolo, che potrebbe pure essere fuorviante;
  • Quando leggi qualcosa, fallo con il cervello acceso. Immagina la lettura di un articolo come una conversazione, in cui qualcuno ti sta spiegando il suo punto di vista ma in ogni momento tu puoi intervenire facendo domande, esprimendo dubbi, ecc.
    Ma, per evitare di finire in una conversazione alla Facebook dove tutti strillano, concentrati solo sui dati. E se viene fatta un’affermazione che non ti convince, vai a cercare (anche per conto tuo) quali prove vengono fornite a supporto.
    La lettura di un articolo diventa quindi un momento in cui si risveglia il piccolo detective che è in te.
  • Se noti che un articolo è palesemente spazzatura o rubaclick, chiudilo subito e dimenticatene. Hai troppo poco tempo per leggere roba di cattiva qualità.

Usando questi principi non solo prenderai solo il meglio dagli articoli finanziari (e non solo), ma probabilmente ti risparmierai anche delle inutili discussioni su Facebook!

Per oggi è tutto: ci leggiamo la prossima settimana con l’ultima email in cui ti spiego come mettere in pratica tutto il processo che abbiamo visto insieme fino ad ora.

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