Coronavirus e Brexit: possibili criticità

In queste settimane abbiamo assistito a due fatti che hanno catturato l’attenzione mediatica e dei mercati finanziari: il CoronaVirus e la Brexit.

Di questo oggi ti voglio parlare.

Inizio parlando della famiglia CoronaVirus, voglio spiegarti che implicazioni potrebbe avere sulla crescita economica mondiale.

Partiamo dalla definizione.

CoronaVirus è una famiglia di virus a RNA, chiamata così perché al microscopio ricorda la forma di una corona vista dall’alto.

Di questa famiglia fanno parte anche i virus che hanno portato a malattie come la SARS e MERS.

Questo CoronaVirus di cui si sente parlare tutti i giorni non ha ancora un nome ufficiale e per ora è stato semplicemente chiamato 2019-nCOV.

I sintomi sono pari a quelli di una comune influenza come febbre, tosse secca o stanchezza.
Per poi trasformarsi in difficoltà respiratorie, polmonite, insufficienza renale che può causare il decesso.

È molto probabile che la maggior parte delle persone decedute fossero già in gravi condizioni di salute, prima di essere colpite dal virus.

Nel momento in cui scrivo a livello mondiale sono stati accertati 17489 casi di contagio con 362 decessi accertati.

Questo significa che 2019-nCOV si diffonde molto facilmente ma per il momento ha un tasso di mortalità inferiore al 3%, quindi molto lontano dai tassi di mortalità della SARS (10%) o della MERS (34%).

La diffusione di questo virus potrebbe creare molti problemi alla crescita economica mondiale.

Neanche a farlo apposta questo virus è scoppiato in procinto delle festività del Capodanno cinese che quest’anno cadeva il 25 gennaio.
Cioè nel momento in cui milioni di cinesi si spostano all’interno del paese, non considerando tutti quelli che partono per l’estero.

La Cina non è più il paese di 30 anni fa ma è una delle economie più importanti quindi se rallenta lei rallenta tutto il mondo.

Parecchie multinazionali hanno deciso di chiudere totalmente o in parte i punti vendita in Cina (Ikea ha chiuso i suoi 33 negozi sull’intero territorio cinese, Tesla ha interrotto la produzione a Shanghai, Disney ha chiuso i parchi di Shanghai e Hong Kong etc.)

Chiusure temporanee certo, ma con ripercussioni che nel breve periodo non sono da sottovalutare.

Uno dei settori più colpiti è quello del trasporto aereo.
Molte compagnie aeree come l’inglese British Airways e la tedesca Lufthansa, che comprende Swiss e Austrian Airlines, hanno deciso di cancellare tutti i voli andata/ritorno verso la Cina.
Molte altre compagnie aeree stanno limitando i voli da e verso la Cina.

Un altro settore colpito è quello delle materie prime.
La Cina è il più grande consumatore di materie prime al mondo.
Se rallenta l’economia cinese rallenta il suo consumo di materie prime.
Infatti, negli ultimi giorni, due delle materie prime industriali per eccellenza come petrolio e rame sono scese di parecchio.

Meno spostamenti all’interno della Cina, meno consumo di petrolio.

Ad oggi è molto difficile capire che impatto potrà avere la diffusione del virus sul Pil mondiale.
Per non parlare poi della questione legata all’accordo commerciale tra Usa e Cina.

Cosa farà il governo e la banca centrale cinese per arginare il problema?

Sono tutte questioni aperte in questo momento.

Vediamo come evolverà la situazione.

Concludo con una disamina dell’altra situazione… La Brexit.

Il 31 Gennaio 2020, a tre anni e mezzo dal referendum, si è arrivati davvero alla fine del “matrimonio” tra Gran Bretagna ed Unione Europea.

I britannici hanno scelto questa via, pur essendo sempre stati con un piede dentro ed uno fuori, ora resta da capire se sarà una Soft Brexit o una Hard Brexit.

Ma che vuol dire?

In caso di una Soft Brexit, ovvero di una uscita controllata, ci sarà un periodo di transizione per trovare un accordo commerciale tra i paesi che servirà ad aiutare il passaggio da un mercato di libero scambio ad un mercato a dazi.

Nel caso opposto, ovvero una Hard Brexit, è tutta un’incognita. Entreranno sicuramente in vigore le regole dell’OMC (organizzazione mondiale del commercio), verranno applicati dazi sia in entrata che in uscita con conseguenze non ipotizzabili sulla Gran Bretagna.
Ad esempio, le auto saranno tassate al 10% una volta passata la frontiera e le tariffe agricole arriverebbero al 35%!
Un altro esempio, tanto caro alla Gran Bretagna, è l’università, perderebbe di attrattività e posti di lavoro viste le tasse… Ai 600.000 italiani che sono in Gran Bretagna per gli studi, ad esempio, le tasse universitarie arriverebbero a 20.000 € annui!

Capisci bene che è tutto ancora nebuloso e che il futuro tra Brexit, il rischio di una guerra nucleare ed ora il rischio di una pandemia globale non c’è da stare tanto sereni.

Ma pensandoci bene non è stato sempre così?

È vero o non è vero che nel corso della storia l’umanità ha dovuto affrontare enormi difficoltà?

Ma nonostante tutto abbiamo fatto progressi straordinari e guarda dove siamo arrivati.

Viviamo più a lungo.
Viviamo più in salute.
La mortalità infantile è ai minimi storici.
La povertà sta diminuendo.
Stiamo diventando sempre più istruiti.
I morti causati dalle guerre continuano a calare.

Quello che dobbiamo fare ora, è quello che abbiamo sempre fatto.

Trovare le soluzioni ai problemi che abbiamo ed evitare di finire in una spirale di autocommiserazione ma reagire e diventare più forti di prima.

Questo vale per l’umanità in generale e ancora più nello specifico a livello individuale.

Come diceva Gandhi:
“Sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo”.

Buona settima,
Francesco

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