Criptovalute e dintorni.

Investire in valute digitali, definite anche criptovalute (o sinteticamente cripto), rappresentava fino a poco fa una pratica riguardante solo esperti o coraggiosi avventurieri.

Oggi, a distanza di pochi anni, la fama e l’attenzione nei confronti di questo tema sono aumentate esponenzialmente, con la conseguente ascesa di nuove e sempre più accessibili modalità di investimento.

Allo stato attuale, sono percorribili molte alternative che consentono di investire nel mondo delle valute digitali in modo diretto piuttosto che indiretto.

Oggi, qui, ho deciso di descriverti come sia possibile farlo, per aiutarti a dare risposte concrete alle sollecitazioni sempre più insistenti e frequenti che, quasi sicuramente, stai ricevendo dai media.

Una premessa: non farò nessuna valutazione qualitativa né di opportunità su Bitcoin e dintorni, ma un approfondimento specifico per capire come realizzare il desiderio di diversificare anche su questa assetclass (perché di questo si tratta).

Prima di farlo, un piccolo recap per ricordarti che cosa sia e che cosa ci sia dietro ad una criptovaluta.

Il Bitcoin prima, e le altre criptovalute poi (ad oggi, in totale, sono oltre 11.000…undicimila!) nascono con l’obiettivo di essere una moneta elettronica con le stesse caratteristiche del denaro contante.

La moneta elettronica, infatti, ha sempre richiesto la presenza di un intermediario attraverso il quale avviene il riconoscimento di chi effettua la transazione, oltre che il trasferimento stesso della somma (banalmente come una carta di credito).

Il contante, invece, elimina questo intermediario: nonostante venga stampato da una banca centrale, infatti, il contante permette uno scambio tra due interlocutori senza la necessaria presenza di una banca.

Entri in un negozio per comprare un paio di pantaloni, e la transazione si perfeziona direttamente tra l’acquirente ed il venditore attraverso lo scambio di contante.

Come può, dunque, una valuta digitale rendere bilaterale lo scambio, omettendo la presenta di un intermediario?

Attraverso la tecnologia della blockchain, un enorme libro contabile accessibile a tutti, nel quale ogni transazione viene trascritta secondo determinate regole che la rendono unica e non modificabile.

Per ora, quello che è certo è che la pretesa iniziale con cui sono nate le criptovalute è rimasta largamente disattesa: la loro elevatissima volatilità non le rende il mezzo ideale per scambiare beni e servizi, in quanto la stabilità è una caratteristica fondamentale per qualsiasi valuta.

Piuttosto, finora, l’insieme di criptovalute possono essere considerate come un asset che – grazie alla loro scarsità – rappresenta più una riserva di valore che una vera e propria moneta.

Come detto, ad oggi sono migliaia le criptovalute in circolazione.

Ecco le prime 10, in termini di capitalizzazione, ad oggi:

Dopo questa premessa, ora ti illustro le alternative per poter investire nel mondo delle valute digitali.

PRIMA POSSIBILITÀ: GLI EXCHANGE

La prima possibilità è quella di investire direttamente in criptovalute tramite gli “Exchange” che sono delle piattaforme di trading online, al pari di broker.

Tramite queste piattaforme di scambio è consentito acquistare criptovalute utilizzando valute tradizionali (come l’euro o il dollaro), piuttosto che scambiare diverse valute digitali.

Immagina gli Exchange come i vecchi uffici di cambio, nei quali vai fisicamente per convertire valute; allo stesso modo, una volta terminata la transazione la moneta viene detenuta in un portafoglio, che negli Exchange prende il nome di wallet, all’interno del quale ci sono le frazioni di valute digitali acquistate (token).

Se vuoi, quindi, detenere direttamente Bitcoin o altre cripto, questa appare la soluzione più naturale.

Da un lato hai il vantaggio di rifornirti del sottostante desiderato in modo rapido e semplice, dall’altro devi considerare attentamente diversi aspetti, come l’affidabilità della piattaforma, i costi di transazione, i servizi offerti, per non parlare della scelta delle valute sulle quali investire.

La gamma di Exchange è in continua evoluzione, come è facile intuire. Al momento attuale, le principali piattaforme su cui vengono effettuate transazioni in valute digitali sono le seguenti.

SECONDA POSSIBILITÀ: 
GLI OICR (organismi di investimentocollettivo del risparmio)
 

L’investimento nel mondo cripto può avvenire anche in via indiretta, attraverso OICR che acquistano azioni di società che sviluppano o utilizzano la tecnologia blockchain, alla base delle transazioni valutarie digitali.

Le alternative, al proposito, è in continua e inarrestabile crescita.

Da un lato, ci sono sempre più fondi comuni di investimento “tradizionali” che investono su questo settore, nei confronti del quale l’attenzione delle SGR è notevole.

I prodotti sono talmente tanti che la rappresentazione di una lista oggi risulterebbe già obsoleta domani.

Dall’altro lato, negli ultimi tempi anche il mercato degli ETF si è dato da fare: ci sono tantissimi OICR che offrono un’esposizione a società globali nei mercati sviluppati ed emergenti, appartenenti all’ecosistema blockchain.

Più difficile è trovare fondi d’investimento che detengano direttamente criptovalute.

Le divisioni di gestione patrimoniale di importanti case come Morgan Stanley, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Bank of America stanno predisponendo prodotti da offrire ai clienti più patrimonializzati, con soglie minime di investimento elevate e che mostrano “tolleranza a rischi aggressivi”.

Gli OICR che acquistano direttamente criptovalute sono il più delle volte dedicati esclusivamente a clienti professionali o ad investitori istituzionali a causa delle complicazioni normative sottostanti a questi prodotti.

Rispetto agli Exchange nei quali è possibile scambiare direttamente la valuta digitale, l’investimento in OICR consente di mitigare almeno in parte – grazie alla diversificazione – le violente oscillazioni a cui sono esposte le cripto, senza per questo rinunciare alle opportunità di rendimento.
 

TERZA POSSIBILITÀ: GLI STRUMENTI DERIVATI

Un’ulteriore strada percorribile per investire nel settore è quella di utilizzare strumenti derivati.

Qui mi soffermo solo nel dirti che gli ETN (Exchange Traded Notes) sono gli strumenti derivati più adatti a chi non ha ambizioni speculative di breve termine.

Al momento però l’offerta non è particolarmente ampia.

Sul mercato italiano non ci sono strumenti di questo tipo, mentre alcune soluzioni sono disponibili su altre piazze europee.

Una precisazione va fatta.

Dal punto di vista fiscale gli ETN producono soltanto redditi diversi e pertanto consentono eventuale compensazione di minusvalenze pregresse.

Inoltre, gli ETN essendo quotati in Borsa, sono soggetti ai controlli degli organi di vigilanza e godono pertanto di maggiore trasparenza rispetto agli altri derivati, CFD in particolare.

Di contro, va ricordato che la replica del sottostante avviene perlopiù in modo sintetico (attraverso futures, in genere) e che la liquidità non è sempre adeguata.

Arrivo alla conclusione.

Come sempre, l’interesse attorno ad un asset specifico è direttamente correlato alla sua redditività.

È chiaro come le performance stellari di molte cripto hanno rappresentato il principale elemento di curiosità e di interesse, anteponendosi alla volatilità.

Ci tengo a dire che da un lato è sbagliato immaginare un ruolo salvifico e miracoloso delle criptovalute, spesso ostentato da molti analisti del settore, e dall’altro è dannoso fingere che il mondo della blockchain con tutte le sue varianti sia una moda passeggera ed effimera: in un mondo mutevole per definizione, è indispensabile immaginare nuovi scenari sul fronte monetario oltre che finanziario.

Il cambiamento non si ferma e, piuttosto che ignorarlo, è più intelligente provare a coglierlo… unendo consapevolezza e opportunità.

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