DIVENTA UN RISPARMA(INVESTI)TORE – PARTE 5

Siamo giunti all’ultima e quinta puntata della nostra serie:

Come diventare un Risparmia(investi)tore – Puntata 5

Ricapitoliamo velocemente:

Puntata 4 – L’autocontrollo e gli errori più comuni;
Puntata 3 – Il pensiero probabilistico;
Puntata 2 – La flessibilità;
Puntata 1 – La curiosità alla base dell’investimento;

E oggi? Su cosa rifletteremo?

Mettiti comod* e prova a ripensare al momento più bello e memorabile in vita tua.

Forse è stato quando per caso hai conosciuto la tua anima gemella.

Forse quando una catena di eventi ti ha portato al lavoro dei tuoi sogni, oppure a realizzare il tuo progetto imprenditoriale.

Qualsiasi cosa tu abbia in mente ora, sono sicuro che per ottenerla ad un certo punto hai dovuto rischiare qualcosa.

E questo ci porta all’argomento di oggi: il rischio negli investimenti finanziari.

Il rischio è un elemento immancabile nelle nostre vite, non possiamo mai eliminarlo completamente.

Anche nelle attività più piccole e innocue, si nasconde il rischio che qualcosa vada storto oppure molto meglio del previsto.

Per questa ragione chiedere il capitale garantito al 100% e cercare la sicurezza totale non ha senso.

Non esiste.

Nel mondo finanziario per convenzione si utilizza il tasso di rendimento dei titoli di stato come “Risk-Free”, libero dal rischio.

Eppure se lo stato fallisce (come l’Argentina o la Grecia) si scopre che anche le obbligazioni governative sono soggette a rischi.

E gli stati più solidi oggi offrono rendimenti molto bassi o negativi.

Oggi più che mai non si può evitare il rischio quando investi.

Ed è ancora più importante capire quanto rischio ti puoi prendere e come farlo nel miglior modo possibile.

Tutti i grandi investitori hanno un sistema di controllo del rischio.

Warren Buffett, ad esempio, usa il cosiddetto margine di sicurezza.

Altri investitori con stili più speculativi, invece, usano il meccanismo dello stop loss.

Questi sono solo due esempi di gestione del rischio, ma non sono adatti ad un investitore non professionista.

In questo caso è molto importante stabilire quanto e quale rischio vuoi prenderti.

Per prima cosa devi decidere se sei disposto ad accettare una perdita totale del capitale investito o meno.

Questo tipo di scelta è indispensabile per capire quanti soldi sei disposto ad investire nel modo più speculativo possibile.

Per la maggior parte dei tuoi risparmi, tuttavia, è meglio comprare fondi adeguatamente diversificati con il giusto orizzonte temporale per mandare questo rischio (quasi) a zero.

Una volta fatta questa operazione, devi capire quanto sei disposto a vedere oscillare il tuo capitale investito.

In questo caso è molto meglio ragionare in valori assoluti anziché in percentuale.

Avere una perdita temporanea del 50% sul tuo capitale investito può sembrare enorme, ma se hai investito 5.000 euro e il tuo patrimonio è di 300.000 euro, capisci bene che è una situazione che ti dovrebbe preoccupare pochissimo.

Quando hai trovato il valore della perdita temporanea che sei disposto ad accettare… testalo!

Un sacco di persone dicono di essere molto tolleranti al rischio quando i mercati finanziari salgono e poi vendono per paura al primo scossone negativo.

Con il passare del tempo scoprirai qual è il vero livello di perdita temporanea che sei disposto a tollerare e ti sarà quindi più facile mantenere la rotta e continuare a seguire il tuo piano di investimento, anche quando la situazione sembrerà critica.

Per poter gestire al meglio il rischio sui mercati finanziari, puoi usare altri due strumenti:

1. Avere un cassetto per liquidità, emergenze ed acquisti programmati;

Se hai una parte di soldi non investiti ma che coprono 6-12 mesi delle tue spese ed eventuali emergenze ed acquisti programmati, i saliscendi dei mercati finanziari ti toccheranno con un’intensità emotiva molto più bassa.

Qualsiasi cosa succeda sui mercati, sai che il tuo stile di vita non è in pericolo immediato ed avrai comunque tempo per gestire la situazione se ci dovesse essere qualche perdita temporanea che dura per più tempo.

Questo cassetto offre una pace mentale difficile da ottenere in un altro modo, ti permette di dormire bene la sera e di mantenere la tua razionalità quando pensi ai tuoi investimenti.

2. Ribilanciare;

Storicamente le azioni sono il prodotto finanziario che corre di più e anche quello che oscilla di più.

Per questa ragione se lasci a se stesso un portafoglio di investimenti, molto probabilmente dopo 10-15 anni la parte azionaria sarà diventata molto più grande di quanto lo era all’inizio.

E non è detto che tu ti senta a tuo agio con una parte molto grossa del tuo patrimonio che va sulle montagne russe.

Per questa ragione è molto importante effettuare un ribilanciamento, e cioè riportare le % dei vari prodotti finanziari che hai comprato allo stesso livello di quando sei partit*.

In questo modo, la possibile perdita temporanea che sei disposto a sostenere non cambierà, e potrai rimanere più tranquill*.

Un altro modo per ribilanciare è quello di investire sempre meno in prodotti azionari tanto più ti avvicini al raggiungimento del tuo obiettivo, e non vuoi rischiare di non raggiungerlo per una discesa all’ultimo momento.

Questa volta non stai ribilanciando per quello che succede sui mercati, ma per quello che succede nella tua vita, un fattore altrettanto importante per investire.

Con questo articolo siamo arrivati alla fine di questo percorso per diventare super-investitori. 😉

Ti ho fornito tecniche pratiche e basate sulla finanza comportamentale per fare sempre meno errori e prendere le decisioni di investimento più giuste per te, ma anche consigli che non si trovano sui giornali di finanza e che nessun impiegato bancario ti potrà dare perchè sono frutto della mia esperienza sul campo, come Consulente Finanziario, come padre e marito. 

Vorrei tu provassi ad applicare qualcuno dei miei consigli e approfondire un pochino alla volta, nella vita di tutti i giorni, queste mie parole.

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