Gli investimenti alternativi e la loro sopravvalutazione.

“Francesco cosa ne pensi di investire in diamanti?”“Francesco cosa ne pensi di investire in oro?”, “Francesco cosa ne pensi di investire in orologi?”.

Queste sono alcune domande che mi vengono fatte da miei assistiti e non. Ora, io non ho nulla contro questi asset.

Come non ho nulla contro l’investimento in vini pregiati, auto d’epoca e opere d’arte.

Ma ci sono delle cose che vanno chiarite, perché vedo un interesse troppo forte per questi investimenti alternativi, e molta poca attenzione (o addirittura diffidenza) verso investimenti, veri investimenti, decisamente più profittevoli. 

Non viviamo più nell’età della Pietra

Quando si pensa agli investimenti, bisogna evitare di fare confusione tra il concetto di “reale” e il concetto di “materiale”.

La materialità non sempre è un bene.

Perché il concetto di materialità viene spesso sovrastimato.

L’investimento immobiliare, ad esempio, viene sempre sovrastimato perché materiale.

L’oro fisico idem.
“Almeno lo posso vedere e toccare”, così dice chi è completamente preso da questo concetto sbagliato.

Gli sfugge però che, pur potendolo “vedere e toccare”, non significa che sia necessariamente un buon investimento.

Il valore materiale non corrisponde infatti al valore reale.

Questo è uno dei classici bias (ovvero distorsioni cognitive) che entra in gioco quando pensiamo ai nostri soldi e investimenti.

Tendiamo a dare un valore maggiore e a ritenere più sicuro qualcosa che possiamo vedere e toccare.

Come, appunto, gli immobili, l’oro fisico, i diamanti, i vini, gli orologi, le opere d’arte e così via.

Ora, capisco che i nostri antenati fossero attirati dal possesso di pietre preziose per poter poi pavoneggiarsi con i potenziali partner, o che considerassero il possesso della terra o delle capanne come una manifestazione di potere e grandezza.

Però, nel frattempo, ci siamo evoluti e il nostro cervello è ora perfettamente in grado di capire che non ha senso accumulare (e ostentare) investimenti in beni fisici.

Perché e quando investire in oro fisico, diamanti, orologi etc.

C’è un altro concetto poi che vorrei fosse chiaro.

Quando si parla di orologi, diamanti, oro, e così via, non è corretto usare il termine “investire”.

Perché sarebbe più giusto utilizzare il termine “speculare”.

Sono consapevole che “investire” suona meglio di “speculare”, che ha invece assunto un’accezione super negativa (quando invece la speculazione non ha proprio nulla di negativo sotto vari aspetti).

Ma è di questo che si tratta.

Perché l’unico modo che hai per trarre un guadagno da questi asset è sperare in un loro aumento di prezzo, poiché non producono nulla.

Non ti daranno mai una rendita, un flusso di cassa.

Un immobile può darti la rendita da affitto.

L’azione può darti il dividendo.
L’obbligazione può darti la cedola.

Ma oro, diamanti, orologi e compagnia bella non produrranno mai nulla.

Li puoi vedere, li puoi toccare, sono belli e sono luccicanti, ma puoi solo sperare che il loro prezzo aumenti.

Non solo.

In qualità di beni speculativi, la loro funzione primaria è di difesa e protezione: si tratta di beni rifugio.

Questo perché proteggono da casi improbabili ma possibili, come l’iperinflazione, il blocco di capitali, il default di stati e banche.

Come vedi non esistono asset buoni e asset cattivi.

Ma esistono gli asset corretti per ciascuna finalità… e nelle giuste quantità.

Eh sì, perché io ti sconsiglio fortemente di fare il pieno di questi asset speculativi.

Va bene prenderli in considerazione solo se si dispone di un patrimonio tale da poter pensare di diversificare, ma sempre in piccole percentuali, anche su questi strumenti alternativi.

Servono dunque patrimoni importanti, altrimenti diversificare fino a questo livello non serve a nulla, se non ad assecondare il proprio desiderio umano di toccare i propri investimenti.

Senza contare che queste tipologie di mercati è inoltre popolata da veri intenditori.

Che non vedono l’ora di fare affari sulla tua pelle.

L’ingiustamente sottovalutato investimento in azioni

A differenza di questi asset speculativi, le azioni vengono sottostimate (dagli italiani, sia chiaro) perché espressione massima dell’immaterialità.

Come se le aziende, di cui le azioni rappresentano una quota, non fossero reali.

Certo, capisco anche che beni di lusso e metalli preziosi siano estremamente più affascinanti rispetto a qualcosa che si fa ancora fatica a considerare reale come delle azioni, ma a un certo punto bisogna pure fermarsi a riflettere.

Dove hanno investito i propri soldi le persone più ricche del mondo?

In oro? In criptovalute? In arte?

Certo, qualche spicciolo lo avranno anche usato in queste speculazioni, rispettando le corrette proporzioni.
Ma la verità è che la maggior parte del loro patrimonio è investito in azioni, ovvero in quote di aziende.

Elon Musk vanta (al momento in cui sto scrivendo), un patrimonio di oltre 200 miliardi di dollari: una quota di questa ricchezza, pari a 120 miliardi di dollari, è costituita da azioni Tesla.

Jeff Bezos possiede invece un patrimonio del valore di 194 miliardi di dollari: 173 miliardi di questa ricchezza derivano dalla sua partecipazione in Amazon.

Certo, loro sono anche i fondatori di queste aziende.

Ma è anche indiscutibilmente vero che le azioni rappresentano l’investimento più profittevole nel lungo periodo.

Investire in azioni singole non è per tutti, intendiamoci. E non lo consiglio ai risparmiatori “medi”.

Non può essere fatto semplicemente a “istinto”, o a caso, nel tentativo di fare il colpo grosso.

Ci vuole una profonda conoscenza dei mercati, capacità di gestione del rischio e consapevolezza di alcuni importanti bias che entrano in gioco quando si investono i propri soldi.

In ogni caso ricordati sempre perché investi e quali obiettivi vuoi raggiungere.

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