Guadagna investendo in modo sostenibile.

Finalmente sta crescendo l’interesse riguardo al peggioramento della nostra situazione climatica.

Lo dimostra la divulgazione mediatica che nello scorso anno si è vista, anche grazie al fenomeno Greta, lo dimostrano i libri vari sui temi, che nelle librerie sono sempre più tra le “proposte” e lo dimostra l’interesse, quantomeno a parole, delle istituzioni sovranazionali mondiali…

Tutto ciò sta generando una sempre maggiore sensibilità ambientale in ognuno di noi.

Ho iniziato con questo cappello perchè questa lettera nasce da una mia passione, oggetto dei miei studi universitari, l’ecologia.

Da sempre tengo particolarmente all’ambiente, alla sua tutela e sostenibilità.

Ecco perchè ho deciso di chiamare “FOTO SINTESI” la mia newsletter ed ecco perchè oggi dedico questa lettera ad un tema a me caro: la sostenibilità ambientale nei mercati finanziari.

Ma… è proprio possibile coniugare gli interessi del denaro al benessere ambientale?

Da diverso tempo e con sempre maggiore insistenza si parla di finanza sostenibile e dell’opportunità per i risparmiatori di inserire negli investimenti fondi “green“.

Anche Christine Lagarde, la neo presidente della BCE, ha sottolineato che il tema del rischio climatico e ambientale dovrà essere considerato nelle prossime mosse della politica monetaria europea.

Esattamente, in cosa consiste l’investimento sostenibile?

La finanza sostenibile consiste nell’utilizzo di strumenti finanziari che investono in attività durature nel tempo, che abbiano un futuro e che, soprattutto, facciano un uso etico e razionale delle risorse, senza compromettere la capacità di produrre valore e vivibilità nel tempo.

L’acronimo che viene utilizzato per questi strumenti è ESG (environmental, social, governance), ovvero strumenti finanziari che applicano un metodo di selezione dei titoli basato su determinati criteri ambientali, sociali e di governo societario.

Questo vuol dire che si può investire rispettando criteri di sensibilità sociale, da oggi possiamo investire tenendo conto di cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della deforestazione, oltre che degli sprechi, per quanto riguarda l’ambiente;

Possiamo investire sostenendo i diritti umani, gli standard lavorativi e le politiche di genere per quanto riguarda l’ambito sociale;

E possiamo investire promuovendo le logiche retributive meritevoli di dirigenti, la composizione dei consigli di amministrazione e le procedure di controllo dei vertici societari con riferimento alle pratiche di governance.

Ecco cosa significa, in breve, ESG.

Si, è tutto molto bello, ma investiamo per guadagnare, non solo per essere filantropi… e quindi come sono andati gli investimenti sostenibili negli ultimi anni?

A quanto pare, bene.

Uno studio della School of Management del Politecnico di Milano ha dimostrato che le obbligazioni con alto rating ESG (altamente sostenibili quindi), hanno conseguito in termini di rendimento un vantaggio di 1,1% nei 4 anni analizzati rispetto alle emissioni con basso rating ESG.

Un’altra ricerca, condotta da La Financière de L’Echiquier, tramite l’analisi delle performance di borsa di circa 500 aziende in nove anni (2010 – 2019) ha dimostrato che gli investimenti fatti nelle migliori 40 imprese ad alto punteggio ESG hanno conseguito performance superiori rispetto alle 40 con basso punteggio ESG… precisamente la differenza di performance sui nove anni è del 129,58% (191,7% contro 83,5%).

Quindi, possiamo investire guadagnando e facendo concretamente del bene a noi, all’ambiente ed alla comunità.

Sono delle ottime notizie.

Non ci resta che capire: quali sono i criteri per riconoscere un investimento sostenibile?

Ancora non è possibile.
Ovvero, le notizie non sono di facile accesso a tutti, anche se una proposta è stata fatta dalla Commissione europea, il 18 giugno 2019, tramite la presentazione del progetto “Taxonomy, technical report. Financing a sustainable european economy”.

L’unica fonte sono i Consulenti Finanziari; posso selezionare io (cosa che faccio con moltissimo piacere nel mo lavoro) le aziende ed i fondi con alti rating ESG, tramite società apposite che valutano le aziende secondo questi criteri (come puoi vedere nell’immagine sotto).

Intanto una etichetta esiste già e puoi utilizzarla tutti i giorni.
Si chiama Ecolabel e viene applicata ai prodotti e ai servizi di consumo che rispettano elevati standard ambientali lungo l’intero ciclo di vita, dalla materia prima allo smaltimento.

Ho scelto di svolgere la mia professione sempre con un occhio all’ambiente ed uno all’essere umano, puntando al benessere collettivo… che è la più grande forma di ricchezza che possiamo avere.

Ebbene l’ESG è uno dei criteri che utilizzo per scegliere gli investimenti adeguati (come fanno peraltro i due terzi degli investitori istituzionali), perchè posso coniugare il presente al futuro con il cuore e con la mente, con efficenza per le performance ed anche per tutto ciò che ci circonda, consentendoci di avere una vita migliore.

Francesco

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