Il ruolo del rischio.

In questo mese di newsletter voglio mettere maggiore enfasi sul ruolo del rischio.

 

Credo che sia uno degli aspetti di tutta la pianificazione finanziaria più sottovalutato dagli investitori.

 

Per farlo partiamo da un esempio concreto: Disney, riconosciuta tra le aziende migliori nell’elenco annuale di Fortune 500 (arrivata quest’anno al quinto posto).

 

Con la diminuzione dei contagi, il ritorno alla normalità e la notizia dell’aumento dei prezzi dei parchi a tema, tutto faceva intuire ad un aumento del prezzo dell’azione.

 

Niente di più sbagliato, le azioni Disney si sono mosse nella direzione opposta, con un calo di quasi il 40% da inizio anno (-44% se prendiamo i massimi del 2021).

 

Per l’azienda si tratta del più grande ribasso dal 2009.

Ma qual è il punto?

 

Cosa ci interessa sapere dal calo di queste aziende e in generale dal ribasso del mercato?

 

Prima di tutto è importante non farsi prendere dal panico.

 

Se hai una corretta pianificazione sai bene che non bisogna investire tutto il patrimonio in una manciata di singoli titoli, per evitare proprio questo rischio.

 

Sai anche che l’investimento in singoli titoli (preferibilmente azioni) dovrebbe essere fatto solamente con quella parte di capitale che ti rimane dopo che hai riempito tutti gli altri cassetti di investimento essenziali: come le emergenze, le assicurazioni, gli investimenti di lungo termine.

Per farti stare ancora più tranquillo/a, a livello matematico, pensa che un’azienda che rappresenta il 3% del tuo portafoglio speculativo (non dell’intero portafoglio) e sta sotto del 70%, in realtà rappresenta solo un -2%.

 

Anzi, ancora meno preso il tuo patrimonio complessivo.

 

Vederla così ti farà evitare notti insonne.

 

Seconda riflessione, che deriva anche dalla precedente.

 

Una massima recita:

Gli anziani non capiscono la tecnologia, ma i giovani non capiscono il rischio“.

 

In questi 2-3 anni gli investitori sono diventati molto propensi al rischio.

 

La motivazione è semplice: è salito il prezzo di ogni asset.

 

Le cripto salivano, le aziende tech salivano, gli Indici salivano.

 

Per più di 10 anni, dalla crisi del 2008, il Mercato non ha mai visto forti ribassi.

 

C’è stata una caduta lampo dovuta all’arrivo del covid, ma in pochi mesi recuperata e superata, verso nuovi massimi.

 

In questo contesto un investitore si è anche sentito in diritto di prendersi maggiori rischi.

 

Più del dovuto. Più del necessario. E forse, più di quanto può sopportare.

 

Ecco, ora che siamo in un mercato ribassista (-23% l’S&P 500) ma non siamo ancora in recessione mi viene una domanda.

 

Sei pronto/a a subire un ribasso per un tempo maggiore di qualche settimana, o pochi mesi?

 

Provo a dare una risposta veloce.

 

Ci sono due categorie di investitori e due tipi di risposte:

 

-chi ha in portafoglio azioni, fondi solo tematici, cripto e, in generale, solo singoli asset.

-chi ha una corretta pianificazione. Un portafoglio preponderante fatto di fondi e la parte speculativa, che rappresenta solo una minima parte, dove si prova un pò di brio nel cercare la nuova Amazon.

 

Una di queste categorie di investitori può benissimo sopportare il rischio, la restante parte assolutamente no.

 

Riflettiamo un attimo, allora, sul ruolo del rischio.

 

La verità è che non vi è alcuna garanzia che la singola azienda (o asset) si riprenderà mai.

 

Netflix, Disney, Facebook, ma anche il Bitcoin (l’elenco è lungo) potrebbero non tornare mai più ai loro vecchi massimi.

 

Oppure (opzione chiaramente più plausibile) potrebbero tornarci tra 1 anno, forse 10.

 

Di nuovo, sei pronto a subire un ribasso per un tempo maggiore di qualche mese?

 

Non è mia intenzione spaventare nessuno, anzi. Vorrei solo metterti in guardia sul ruolo del rischio e di investire in singole asset class (Azioni, cripto, obbligazioni).

 

Facciamo un esempio e una comparazione per chiudere il cerchio.

 

Mentre il tuo paniere di singole azioni (o cripto, etc) rimarrà lo stesso nel tempo, un fondo, un indice no, o meglio, non le sue componenti interne.

 

La probabilità che l’S&P 500 non si riprenda da un crollo è piuttosto bassa e lo si capisce dalla definizione.

 

Quello che chiamiamo “mercato” cambia di anno in anno.

 

Nuove aziende nascono, vecchie falliscono.

Nuove aziende entrano a far parte del paniere di un indice (in base alla capitalizzazione, se prendiamo come riferimento sempre l’S&P500), vecchie aziende mature escono.

 

Investire non è un gioco.

 

Spesso, presi dalla paura della perdita o presi dal timore di rimanere fuori da quello che stanno facendo gli altri, si prendono rischi anche senza pensarci troppo.

 

Ho parlato principalmente di aziende, ma potevo benissimo parlare di chi è entrato sui massimi delle cripto e ora si ritrova con un -70% o più.

 

La diversificazione, come si dice, è il vero e proprio pasto gratis quando si parla di investimenti.

 

Non esistono portafogli invulnerabili alla volatilità” scrive il professor Paolo Legrenzi, “esistono però portafogli che diventano anti-vulnerabili quando piuttosto che scansare gli inevitabili momenti negativi o fortemente negativi dei mercati si preparano al peggio predisponendo opportune difese.”

 

Chi ha diversificato e pianificato correttamente, guarda ogni scenario con serenità, consapevole che nulla potrà mandarlo in rovina.

 

Alla prossima,

Francesco

 

 

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