Il trading ad alta frequenza.

la tecnologia ha ridefinito il modo con il quale vengono gestiti i mercati finanziari. E il trading ad alta frequenza è oggi una delle massime espressioni della tecnologia applicata ai mercati finanziari.  Ma che cos’è esattamente il trading ad alta frequenza? Ha senso per un investitore privato “sfidare” i supercomputer nel campo di battaglia del trading intraday? Rispondo qui, con il mio punto di vista, a queste domande.

Le origini: quando un campione e un computer giocarono a scacchi

Lo sapevi che il tempo di reazione di un essere umano è tra i 150 e i 200 millisecondi?

In altre parole, ci vogliono 0,150 – 0,200 secondi affinché dei suoni improvvisi, come quello di un tuono o di un clacson, provochino un sussulto.

Diversi studi hanno inoltre determinato che per un essere umano, il tempo minimo necessario per prendere una decisione è di 700 millisecondi.

Quindi, una volta ricevuto uno stimolo, l’uomo impiega almeno 0,700 secondi per prendere la decisione di fare qualcosa in reazione a quello stimolo perché si trova a prendere inconsiderazione tutte le variabili del caso; ovviamente le caratteristiche del soggetto però possono influenzare i tempi di reazione.

A questo punto ti starai chiedendo perché ti sto dicendo tutto questo.

Ora te lo spiego.

Recentemente sono venuto a conoscenza di un avvenimento molto particolare, ossia di una partita a scacchi giocata tra un maestro di questa disciplina e un computer.

Ora mi dirai che l’esito della partita è scontato.

Ma la partita a cui mi riferisco è stata giocata nel 1997 e, a quei tempi, l’esito non era affatto scontato.

Il maestro era Garry Kasparov e il computer, progettato dall’IBM, si chiamava Deep Blue.

I due si erano già sfidati nel febbraio del 1996, ma nel 1997 misero in scena un secondo round, dato che la macchina era stata potenziata.

Nel 1997 infatti, i computer avevano già cominciato a dimostrare la loro superiorità sotto molti punti di vista, ma le loro potenzialità erano ancora in piena espansione (tutt’oggi lo sono!).

L’esito di questa partita fece scalpore perché, per la prima volta, un computer riusciva a battere un esperto mondiale di scacchi.

Deep Blue era infatti in grado di calcolare 300 milioni di mosse al secondo e di prendere una decisione in 200 millisecondi.

Non c’era proprio storia con i tempi di reazione umana.

In più, Deep Blue, aveva in memoria molte più informazioni del maestro di scacchi, compresa la cronologia di tutte le partite giocate da Kasparov in precedenza.

E sappiamo benissimo che, più grande è la quantità di informazioni disponibili, migliore è la decisione, indipendentemente dalla rapidità di gioco.

Oggi, il confronto tra la razionalità umana e l’intelligenza artificiale delle macchine, è al centro di vari dibattiti.

In campo finanziario, ci è voluto molto tempo e molti esperimenti prima che i computer raggiungessero una potenza in grado di eseguire gli ordini di Borsa in pochi millisecondi come siamo abituati oggi.

Quindi è vero che i primi a essere rimpiazzati dalle macchine sono stati coloro che svolgevano compiti semplici (e questo processo sta continuando tutt’ora); tuttavia, in quel periodo, sembrava impensabile che una macchina potesse rimpiazzare lavoratori qualificati, come matematici o broker.

La vera rivoluzione, di cui la vicenda di Deep Blue ne è l’emblema, fu il fatto che era l’algoritmo stesso a prendere le decisioni.

Roba che oggi per noi non è più fantascienza, ma fino a poco tempo fa lo era.

Ed è questa rivoluzione ad aver aperto la strada al trading ad alta frequenza, o high frequency trading.

Che cos’è il trading ad alta frequenza

La definizione data dalla SEC (la Consob statunitense) al trading ad alta frequenza è la seguente:

Trader professionali che si impegnano in un gran numero di operazioni su base giornaliera, attraverso l’utilizzo di programmi informatici straordinariamente rapidi e sofisticati per la creazione, il routing e l’esecuzione di ordini, richiedendo tempi molto brevi per stabilire e liquidare le posizioni”.

Un trader ad alta frequenza altro non è che un robot, una combinazione di codice informatico (software) e microchip (hardware), il cui compito è, in sostanza osservare e decidere.

In sintesi, le macchine organizzano l’esecuzione di strategie di negoziazione elettronica che implicano una compravendita estremamente rapida di capitali, grazie a programmi che analizzano le quotazioni per individuare e poi sfruttare le opportunità di transazione.

Il tutto nel giro di qualche millesimo di secondo.

E questo è reso possibile da centinaia di algoritmi: alcuni elaborano le informazioni, altri prendono le decisioni, altri ancora fanno da tramite tra i primi due.

Come da definizione SEC, i trader ad alta frequenza liquidano le loro posizioni alla chiusura dei mercati.

Sono specializzati nel cosiddetto day trading.

Per la loro velocissima operatività, i trader ad alta frequenza hanno bisogno di ottenere ed elaborare le informazioni prima degli altri (per questo ogni millesimo di secondo conta).

E cosa succede quando le macchine lottano tra di loro, a una velocità tale che un essere umano non ha alcuna possibilità di starci dietro?

I mercati diventano indomabili, ossia volatili.

Trading ad alta frequenza? No grazie!

Con i trader ad alta frequenza, i mercati intraday sono diventati un campo di battaglia, dove il vincitore sarà colui che possiede l’algoritmo più rapido ed efficace.

Una rapidità, sia nel processare informazioni, sia nel prendere decisioni, che l’essere umano non riesce a gestire; le stesse persone che programmano gli algoritmi non sono in grado di osservare in tempo reale ciò che questi algoritmi fanno.

In questo campo di battaglia della negoziazione intraday, gli avversari sono ovunque.

Gli algoritmi di Goldman Sachs si trovano a fronteggiare quelli di Morgan Stanley, ed entrambi devono affrontare quelli di Credit Suisse, di Citibank e così via.

E chi è così folle da lanciarsi in mezzo a un campo di battaglia del genere, per di più senza esperienza né strumentazione adeguata?

Si accomodino pure, i temerari che vogliono avventurarsi nel trading intraday, ma almeno che sappiano chi stanno affrontando.
E siano consapevoli del fatto che non stanno investendo, né speculando, ma solo giocando d’azzardo.

Così almeno non rimarranno stupiti e storditi dopo essere stati colpiti da una raffica di attacchi improvvisi, senza alcuna possibilità di reagire.

E non ti lasciare abbindolare dagli incantatori che ti offrono su un piatto d’argento la strada SICURA per fare soldi grazie ai servizi di trading.

Non farti incantare dai servizi venduti via newsletter che passano il messaggio “trading facile con guadagno garantito per tutti”, raccontandoti le performance straordinarie di sistemi che non falliscono MAI.

La verità è che non esiste un conto di trading certificato che ti possa garantire che i rendimenti “promessi” siano reali.

È molto meglio che abbandoni quest’idea del “trading facile” e ti dedichi a imparare come si investe in modo adeguato.

Perché gli investitori guadagnano investendo in qualcosa di molto reale, ossia le aziende: questa è la vera essenza dell’investimento.

Potresti pensare:

“Ah, ma non è vero che investendo in azioni non si perde mai!”

Certo che non è vero e a tal proposito ti riporto le parole di Peter Lynch, uno dei più grandi gestori di fondi di tutti i tempi:

In questa attività, se sei bravo, hai ragione nove volte su dieci. Non è mai capitato di avere ragione nove volte su dieci

Non è possibile azzeccarle tutte.

E se pretendi di azzeccarle TUTTE, vuol dire che non vuoi affrontare nessun rischio, quindi meglio stare lontano dagli investimenti.

Però poi non farti abbindolare da chiunque ti proponga un investimento assolutamente sicuro e con un buon rendimento.

Perché ti faresti solo prendere per i fondelli.

E soprattutto ricorda che per investire è necessario avere la giusta mentalità da imprenditore, che è anche la giusta mentalità da investitore.

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