La tua pensione pubblica è in pericolo.

NON RICEVEREMO LA PENSIONE DELLO STATO (e dovremmo occuparcene)!

Non so se hai dato un occhio al bilancio dell’INPS e se hai chiaro quale sia la situazione attuale delle pensioni pubbliche in Italia.

Senza troppi giri di parole, la situazione pubblica è piuttosto drammatica.

Facciamo un passo indietro.
L’INPS è il sistema di previdenza pubblico italiano.

La pensione ai nonni, la paga l’INPS.
Le pensioni di invalidità, le paga l’INPS.
Le pensioni alle vedove senza reddito, le paga l’INPS.
L’indennità di disoccupazione, la paga l’INPS.

Omettiamo per un momento le assurdità tutte italiane quali falsi invalidi, finti ciechi, i baby-pensionati e i dirigenti miracolosamente promossi con stipendio triplicato un’ora prima che scattasse la pensione con l’ex sistema retributivo.

Tralasciamoli.

 

La situazione rimarrebbe drammatica anche se questi casi non esistessero e non fossero mai esistiti.

Il problema dell’ INPS è STRUTTURALE. Alla radice.

 

Le finalità dell’INPS, sulla carta, sono ovviamente nobili…
ma il sistema si è trasformato, suo malgrado, nel più grande schema piramidale pubblico mai esistito.

Tant’è che quando si spiega come funzionano le pensioni in Italia, si parla del cosiddetto “patto intergenerazionale”.

Cosa significa?

Te lo spiego:

I primi entrati hanno versato un po’ di soldi;
I primi entrati ora stanno riscuotendo la loro rendita;

Gli ultimi arrivati stanno pagando la rendita ai primi;
Gli ultimi arrivati sperano che un giorno saranno loro al posto dei primi a cui hanno pagato la rendita.

Utopisticamente, questo sistema potrebbe anche essere sostenibile.

 

A patto che:

1. Nessuno pretenda di riavere tutto ciò che ha versato;

2. Tutti i lavoratori partecipino allo schema;

3. Il numero degli entrati sia costante nel tempo, senza interruzioni;

4. L’ammontare del versato non subisca variazioni al ribasso negli anni;

5. Non vengano erogate rendite non coperte da contributi.

 

Ad oggi solo la prima condizione è verificata.

 

Il problema sono poi tutte le altre.

La condizione 2 ci dice (dati del Ministero) che su 60 milioni di italiani, solo poco più di 40 presentano la dichiarazione dei redditi.

E di 40 milioni, 12 milioni pagano imposte pari a zero.
Quindi…
solo il 50% degli italiani tiene in piedi INPS e Fisco.

Della condizione 3 sappiamo che le nascite sono crollate, l’età media è aumentata e la mortalità si è abbassata.

Banalmente, questo significa: meno “nuovi entrati” e molti più “vecchi entrati”, e che vivono più a lungo.

 

Riesci ad immaginare quanto costa un anno di vita media in più, moltiplicato per tutti i pensionati italiani?

E della condizione 4?

Oggi si inizia a lavorare mediamente più tardi, con contratti a stipendi mediamente più bassi e con periodi di disoccupazione tra un contratto e l’altro.

Quindi minori contributi versati e periodi di discontinuità contributiva.

E non consideriamo il lavoro nero.

E veniamo alla condizione 5, ovvero che tutto ciò che viene erogato ai vecchi sia quantomeno coperto dai nuovi.

 

E qui prendo i bilanci INPS.
Partiamo dalle rendite INPS erogate NON coperte da contributi.

Nel 2003 i trattamenti assistenziali rappresentavano il 37% del totale delle pensioni liquidate in un anno.

Nel 2018, la percentuale è arrivata al 50% del totale.

Vuol dire che tra assegni e pensioni sociali, la metà delle pratiche Inps ogni anno NON è supportata da contributi versati durante la vita lavorativa dal contribuente.

In euro… Su una spesa annua di 204 miliardi, i trattamenti non coperti da contributi ammontano 21,3 miliardi (non i milioni che i politici dicono di voler tagliare con le svariate manovre).

Il problema del bilancio dell’INPS ritorna puntualmente ogni anno, ma senza soluzioni possibili e praticabili.

Il sistema pensionistico pubblico è stata una scommessa e oggi sappiamo che non è vinta.

Per questo, a 32 anni, so già che la pensione pubblica non la vedrò mai, e mi muovo di conseguenza.

Ma questo problema riguarda chiunque abbia meno di 55 anni, non solo la mia generazione.

Ho cercato di fare un quadro complessivo perché ritengo che sia un problema TROPPO sottovalutato, e che ci sia un’eccessiva fiducia che “tanto l’Italia e l’INPS non potranno mai fallire, ti pare? Troveranno la soluzione”.

Fatelo pure leggere a chi vi ripete questo e che non bisogna preoccuparsi, e che quota 100 è una bella cosa e ci saranno tante soluzioni nel tempo.

Il problema è che soluzioni non ci sono e non lo dico io, lo dicono i dati.

 

Ora hai due alternative:

Rimanere dove sei e nella situazione attuale, oppure muoverti ed agire per creare oggi il tuo futuro.

Se vuoi farti un regalo vero ed utile per Natale…
questo è il momento per parlarne insieme.

Pensaci.

A presto, Francesco

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