Quali sono i rischi da cui proteggerti?

Il concetto di rischio nel mondo degli investimenti è uno dei più difficili in assoluto da misurare.

Per qualcuno questo è rappresentato dalla volatilità, ovvero le oscillazioni dei prezzi dei prodotti finanziari nel tempo.

Tuttavia, se il tuo capitale va su e giù, ma poi, nel momento decisivo, porta a casa il rendimento che ti eri prefissato, tutto è andato per il meglio.

Le oscillazioni e le perdite di capitale temporanee, che poi vengono recuperate, si definiscono rischi superficiali.

Questo tipo di rischi si possono sopportare al meglio con una buona pianificazione e con un po’ di nervi saldi.

Diverso è il discorso quando gli investimenti sono troppo volatili rispetto agli obiettivi di investimento, ed è qui che il rischio vero, reale, da cui devi difendere il tuo capitale, entra in gioco: la perdita permanente.

È il caso di una persona che entra con tutto il suo patrimonio sul mercato azionario quando gli mancano solo due anni per andare in pensione.

Ma se invece non ti trovi in questa situazione quali sono i rischi veri da cui devi guardarti?

Per rispondere a questa domanda prendo in prestito uno dei giganti dell’investimento, William Bernstein, che ha scritto un libro a riguardo, DeepRisk, letteralmente “Il rischio profondo”.

Questo libro, purtroppo disponibile solo in inglese, è un vero e proprio concentrato sui rischi a cui un investitore deve fare attenzione quando si parla di perdita permanente del capitale.

Tre, in particolare, sono i rischi identificati:

1. La perdita di capitale umano

Dovuta a infortuni o eventi legali che possono impedirti di produrre reddito per un periodo prolungato o per sempre. Per proteggerti contro questo tipo di rischi l’unico modo è assicurarti.

2. La perdita di disciplina quando gestisci i tuoi investimenti

Avviene quando cedi alla volatilità o ai movimenti del mercato, dimenticandoti del tuo piano di investimento.
Questo rischio è particolarmente insidioso perché permette ai rischi superficiali visti sopra di concretizzarsi in dolorose perdite di capitale reale.
Per proteggerti da questo tipo di rischio devi avere un piano di investimento ben chiaro, conoscere la tua tolleranza alla volatilità e avere un protocollo comportamentale per gestire i ribassi.

3.  I 4 cavalieri dell’apocalisse

Un nome poetico per indicare i 4 nemici dell’investitore:

•  Inflazione, in particolare, l’iperinflazione;
•  Deflazione, la situazione giapponese dagli anni 90 in poi;
•  Confisca;
•  Devastazione dovuta a disastri geopolitici, come guerre e pestilenze.

Te li spiego, brevemente, nel dettaglio:

Inflazione

L’inflazione è uno dei nemici naturali dell’investitore; uno dei modi migliori per sconfiggerla è avere una % del proprio portafoglio investita in fondi azionari ben diversificati.

Questo però potrebbe non bastare durante delle vere e proprie fiammate di inflazione, perciò è necessario diversificare inserendo all’interno del proprio portafoglio di investimento un pizzico di oro e dei Titoli di Stato indicizzati all’inflazione (lo strumento migliore in assoluto a disposizione oggi per proteggersi dall’inflazione nel breve periodo.

Nel lungo periodo, le azioni rimangono l’asset di riferimento per proteggersi contro l’inflazione.

Deflazione

La deflazione è esattamente il contrario dell’inflazione.
In questo caso infatti, i prezzi non aumentano, anzi, tendono a diminuire; questo mette in difficoltà diverse aziende e, di riflesso, le loro azioni.

Per poterti proteggere al meglio da questa situazione è necessario avere in portafoglio dei Titoli di Stato con scadenza molto lunga e oro, uno degli strumenti più efficaci in caso di deflazione.

A onor del vero questa situazione è una delle più rare in assoluto.

Confisca

Detto così, non dice granché, ma se lo cambiamo con “patrimoniale” diventa molto più familiare.

Tutte le volte che decidiamo di custodire i nostri asset, inclusi quelli finanziari, in una nazione, c’è la possibilità che il governo locale decida di reclamarli in parte (con una patrimoniale, appunto) oppure totalmente.
Esiste un solo modo per mettersi al sicuro da questo rischio.

Muovere parte dei propri asset all’estero, in una nazione più sicura e meno aggressiva verso i capitali.
Tutto questo ovviamente deve essere fatto nel massimo rispetto della legalità e con l’obiettivo di evitare confische ingiuste, non di far sparire patrimoni tassabili.

Per farlo si possono fare diverse operazioni: aprire un conto bancario estero, comprare immobili all’estero ecc.

Anche in questo caso, però, come nel caso della deflazione, è importante tenere a mente che il rischio di confisca è relativamente basso e spendere tempo e una parte importante del proprio denaro per mettersi al sicuro, potrebbe essere uno spreco di risorse.

Devastazione

Un discorso simile si può fare per la devastazione geopolitica nella nazione in cui si risiede.
Se i tuoi asset finanziari sono detenuti in parte all’estero, difficilmente saranno intaccati da pestilenze e altre tragedie.

Inoltre, a costo di essere monotono, fondi azionari ben diversificati ti mettono al riparo da eventuali problemi nell’area geografica in cui risiedi.

Per riassumere, ecco qui come proteggersi dai 4 cavalieri dell’apocalisse:

  • Inflazione: azionario ben diversificato, titoli di stato indicizzati all’inflazione, oro;
  • Deflazione: azionario ben diversificato, titoli di stato a lunga scadenza, oro;
  • Confisca: spostare parte dei propri asset all’estero;
  • Devastazione (localizzata dove vivi): spostare parte dei propri asset all’estero, azionario ben diversificato.

Come puoi vedere, l’azionario ben diversificato fa la parte del leone, ed è per questo che nella mia strategia di finanza personale i pilastri dei miei portafogli modello sono proprio fondi azionari ben diversificati.

Per chiudere questo discorso sui rischi, è necessario fare una considerazione molto importante.

Questi rischi profondi non hanno tutti la stessa probabilità di verificarsi.

L’inflazione è il rischio più probabile, seguito a molta distanza dalla confisca e ancora più lontani troviamo la deflazione e la devastazione.

Allo stesso modo, i costi per assicurarsi sono molto diversi, anche in termini di costo-opportunità.

Poiché la probabilità è diversa, non ha senso assicurarsi allo stesso modo da tutto.
Meglio partire da quelli più probabili (l’inflazione) e poi scendere man mano, cercando di coprirsi da tutto senza spendere troppo.

Ed infine, è fondamentale ricordarsi dove ti trovi nel tuo ciclo di vita dell’investitore.

Qui cedo la parola a Bernstein:

“Se sei un giovane risparmiatore, non solo dovresti proteggerti dai rischi profondi, ma dovresti cercare di esporti il più possibile ai rischi superficiali (la volatilità) per approfittare della possibilità di comprare a prezzi bassi.
Se invece il tuo orizzonte temporale è più ridotto, devi fare più attenzione alla volatilità, e quindi le azioni per te sono più rischiose delle obbligazioni.”

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