Antonio e il market timing.

Il market timing, ossia quando entrare a mercato, è un’ossessione di molti investitori.

Eh, ma i mercati sono ai massimi! Aspetto una correzione per iniziare a investire.

Eh, ma i prezzi sono troppo alti, sicuro entro a mercato e domani crolla del 40%!

Sono sicuro che avrai sentito o letto centinaia di volte questo tipo di frasi.

A me capita molto spesso.

E allora ho pensato: come se la sarà cavata il peggior market timer di tutti i tempi?

Ti presento Antonio, il peggior market timer di tutta la recente storia degli investimenti.

E quella che segue è la storia della sfortunata serie di acquisti sul mercato azionario che ha caratterizzato la carriera da investitore di Antonio.

Antonio ha iniziato a lavorare nel 1980 all’età di 23 anni e ha iniziato subito a risparmiare.

Il suo piano prevedeva di risparmiare 2.000€ all’anno durante gli anni ‘80, per poi aumentare il suo risparmio di 1.000€ ogni decade (quindi 3.000€ durante gli anni ‘90, 4.000€ durante gli anni 2000 e 5000€ dal 2010 al 2020) fino al raggiungimento della pensione all’età di 65 anni all’inizio del 2022.

Nota: è chiaro che negli anni ‘80 e ‘90 la nostra valuta non era l’euro, ma seguimi lo stesso, non è questo il punto.

Antonio ha quindi iniziato con il piede giusto nel 1980 risparmiando 2.000€ all’anno sul suo conto corrente finché non si è sentito pronto ad investire nel1987.

Il problema di Antonio è che, come investitore, si sente a suo agio ad investire i suoi risparmi sul mercato azionario solo dopo un lungo e prolungato trend rialzista.

Così, nel settembre del 1987, investe i risparmi fino ad allora accumulati -16.000€ – in un fondo azionario ben diversificato a livello mondiale.

Nell’Ottobre del 1987, durante quello che viene ricordato come il Lunedì nero, il mercato crollò di oltre il 30%.

Il nostro Antonio ha ufficialmente investito appena prima di un grosso ribasso di mercato.

Ma Antonio, nonostante lo scarso tempismo e il bruciante il ribasso, ha mantenuto una disciplina d’investimento ferrea e non ha mai liquidato i suoi investimenti prima del tempo.

Anzi, ha continuato a risparmiare seguendo alla lettera il suo diligente piano di risparmio.

Dopo 12 anni di scrupoloso e meticoloso risparmio, nel 1999 finalmente si sente pronto nuovamente a investire sul mercato azionario.

Così decide di mettere al lavoro sui mercati finanziari i 34.000€ accantonati negli anni nel dicembre del 1999, appena prima dello scoppio della bolla tecnologica Dot.com.

Un altro pesantissimo crollo di mercato per il nostro Antonio, che però non si lascia scoraggiare dagli eventi e continua imperterrito a risparmiare.

Finché nell’Ottobre del 2007 si fa forza, stringe i denti ed entra nuovamente a mercato con i suoi sudati risparmi accumulati: circa 32.000€.

Con la crisi dei mutui sub – prime, da lì a pochi mesi i principali indici azionari mondiali segnano un terribile – 50%.

Ma Antonio non demorde, non si lascia prendere dal panico e non liquida le sue posizioni.

Certo, negli anni ha accumulato non poche cicatrici psicologiche, ma decide di effettuare un ultimo investimento prima di andare ufficialmente in pensione.

La sua capacità di risparmio è aumentata sensibilmente negli anni; perciò, nel febbraio del 2020 decide di investire i 58.000€ che ha risparmiato dal 2008 in poi.

Completando la serie di orribili decisioni di market timing che hanno contraddistinto la sua carriera da investitore, Antonio investe i suoi risparmi appena prima del crollo di mercato intervenuto durante la pandemia.

Riassumendo, Antonio è stato un pessimo market timer poiché ha sempre acquistato strumenti finanziari appena prima di un ribasso di mercato estremo.

Fortunatamente, sebbene il suo tempismo sia stato il peggiore della storia degli investimenti, Antonio, dimostrando un’indole stoica, non ha mai liquidato i suoi investimenti.

Mai, neanche una sola quota.

Quindi, com’è andata la carriera da investitore del nostro sfortunato Antonio?

Anche se è entrato a mercato sempre e solo sui massimi, il controvalore del suo portafoglio di investimenti è di quasi 600.000€ (a fronte di un investimento complessivo di 140.000€).

Una cifra di tutto rispetto per il peggior Market Timer di tutti i tempi.

Ma com’è possibile?

In primo luogo, Antonio è sempre stato un risparmiatore diligente e ha sapientemente pianificato e aumentato nel tempo il suo risparmio.

In secondo luogo, Antonio aveva capito la potenza dell’interesse composto e l’importanza di investire per il lungo termine.

Nella sua carriera come investitore durata 35 anni ha scrupolosamente seguito la prima regola sull’interesse composto: “Non interromperlo inutilmente”.

Ovviamente la storia di Antonio ha solamente scopo didattico e illustrativo, anche perché il nostro pessimo market timer ha mantenuto per 35 anni un’esposizione al mercato azionario del 100%, anche in prossimità del momento del pensionamento.

Se solo, ad esempio, avesse adottato un’entrata graduale a mercato attraverso i l PAC, oggi Antonio avrebbe molto più denaro a disposizione.

Oppure ancora, se solo avesse ridotto la sua esposizione all’asset class azionaria ribilanciando in prossimità del raggiungimento del suo obiettivo, ora si godrebbe una pensione ancora più agiata.

Ma se l’avesse fatto non sarebbe più il peggior market timer della storia.

Il punto è che dalla storia del nostro immaginario investitore possiamo trarre alcune lezioni importanti:

  • il miglior momento per investire è oggi. Considerando un corretto orizzonte temporale di lungo periodo, il tempo batte sempre il tempismo.
  • i ribassi momentanei di mercato sono una caratteristica intrinseca dell’investimento nell’assetclass azionaria. La volatilità e le oscillazioni di mercato nel breve termine sono il prezzo del biglietto da pagare per potersi godere i frutti dei propri investimenti nel lungo termine. Come reagisci a questi momentanei ribassi sarà la principale determinante della performance dei tuoi portafogli di investimento.
  • il risparmio, la giusta mentalità di lungo termine e lasciar lavorare l’interesse composto sono i principali acceleratori di ricchezza finanziaria(escludendo ovviamente il reddito prodotto da attività imprenditoriali).

Tutti questi fattori non hanno nulla a che vedere con il market timing o la scelta di una complessa strategia di investimento. Sono fattori su cui hai il più assoluto controllo e sono quelli che dovresti ottimizzare al meglio.

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