è più facile perdere soldi che accumularli.

È più facile perdere soldi che accumularli.

 

Questo perché accumulare ricchezza richiede uno sforzo.

 

Mentre perderli non richiede un grande sforzo di “riflessione” diciamo.

 

Banale come concetto?  Troppo semplice? Sicuramente. Allora perché c’è ancora gente che passa dalle stelle alle stalle?

 

Nessun patrimonio si costruisce senza una qualche forma di disciplina, buone abitudini e una corretta mentalità.

 

Il primo modo per dissipare il proprio patrimonio è:

 

  1. Non assicurarsi

 

L’Italia è tra i paesi industriali quello in cui le persone si assicurano di meno.

E il modo più sottovalutato per perdere tutto (o buona parte) è quello di NON assicurarsi.

 

Secondo le statistiche:

  • tendiamo a non assicurare le case in cui viviamo, pur vivendo spesso in territori sismici e soggetti ad altre calamità naturali.
  • tendiamo a non assicurarci contro i furti, pur essendo relativamente frequenti.
  • tendiamo a non assicurare il nostro capitale umano, pur essendo il più delle volte l’unica fonte di reddito.

 

Nel complesso, quindi, ci assicurano poco.

 

Ma non perché siamo degli spavaldi (o comunque solo in pochi lo sono).

 

Al contrario, siamo molto prudenti, troppo, ma ignoriamo le possibili soluzioni.

 

E per soluzioni intendo proprio l’assicurazione.

 

Bisogna essere in grado di capire quali rischi possono essere gestiti autonomamente (tipo una multa, che può “ferire”, ma non può certo dilapidare i nostri averi) e quali, invece, bisogna trasferire ad una compagnia assicurativa (tipo il rischio invalidità).

 

Perché no, “lasciare tutto nel conto corrente per paura che succeda qualcosa…”, non è assolutamente una scelta intelligente, anche per il discorso inflazione, ma ne parlerà in un prossimo articolo.

 

Che senso ha distruggere un patrimonio a seguito di un evento tragico?

 

Assicurandoti, stai trasferendo all’assicurazione i rischi che gravano interamente sulla tua testa, o quello della tua famiglia.

 

Secondo modo.

 

  1. Non risparmiare abbastanza

 

Il risparmio ha un ruolo fondamentale nella vita di un investitore.

 

Il risparmio è nostro alleato.

 

Nostro amico.

 

Nel momento in cui capiamo che un euro risparmiato oggi è un euro che non abbiamo bisogno di guadagnare domani e che la posizione di sovranità si costruisce (anche) attraverso il risparmio, la percezione del denaro diventa completamente diversa.

 

Non stiamo parlando di essere avidi e andare a fare la spesa al discount per “risparmiare” quei 2€ sulla spesa.

 

Quando spendi, chiediti se stai alimentando qualcosa che:

  • Ti sta rendendo più schiav* (debiti, una macchina con costi di benzina e manutenzione molto alti, ecc…)
  • Ti sta rendendo più liber* (ad esempio investire nella tua attività, nella tua crescita personale, delegando dei servizi che ti richiedono molto tempo, viaggi per te e la tua famiglia ecc…).

 

Per fare questo, c’è bisogno di una mentalità in cui il risparmio non sia casuale o immotivato, tanto per, ma appunto intenzionale, con un fine superiore.

 

Terzo punto.

 

  1. Vivere al di sopra delle proprie possibilità

 

Una delle più semplici regole per aumentare la propria ricchezza è spendere meno di quanto si guadagna.

 

Se le entrate superano le uscite, sei già in una situazione finanziaria di forza.

 

C’è quasi una notizia quotidiana che una persona famosa (un attore di fama mondiale, un cantante, o un attore, uno sportivo) riesca a distruggere completamente quello che è riuscito a guadagnare in tutta la vita.

 

Emblematico è il caso di Johnny Depp, nel mirino in questo periodo per altre questioni, che ha dilapidato 650 milioni di dollari.

 

Semplicemente questi personaggi non hanno seguito questi consigli di buona gestione delle proprie finanze.

 

Utilizzando un tenore di vita sregolato e non coerente con le proprie entrate.

 

Quando vediamo qualcuno che guida una bella macchina raramente pensiamo: “il tizio che guida quella macchina è un figo“.

 

Molto più spesso pensiamo: “se avessi quella macchina la gente penserebbe che sono un figo“.

 

Il paradosso della ricchezza è che le persone tendono a volere la bella macchina per “segnalare” agli altri che dovrebbero essere apprezzati e ammirati.

 

In Germania esiste un detto “Kleider machen Leute” che è esattamente l’opposto del nostro “l’abito fa il monaco”… letteralmente è tradotto in “gli abiti fanno le persone”.

 

Il detto viene da un piccolo racconto in cui un garzone di un famoso sarto va ad abitare in un Paese lontano da casa.

 

Il garzone non era ricco, ma era sempre vestito bene.

 

 

 

Non conoscendo l’uomo tutto il paese lo scambiò per un nobile e ricevette per questo molti favori dagli abitanti, riuscendo anche a sposare una ricca ereditiera.

 

Cosa racconta questa piccola storiella?

 

Che inizialmente l’abito produce un effetto di classificazione.

 

Cosa rappresenta il vestiario del ragazzo?

 

Rappresenta la relazionalità basata su un’ammirazione.

 

Abiti, orologi, scarpe, auto.

 

Continuando con l’esempio dei vestiti.

 

Non mi vesto Gucci perché ne so qualcosa di moda, mi vesto con abiti firmati solo per il pensiero di ricchezza che faccio trasparire agli altri.

 

Tuttavia, le persone ricche rimangono tali perché non si curano solo di questi aspetti (peraltro importanti nella comunicazione).

 

Rimangono ricche perché non superano i loro mezzi e il loro tenore di vita è in linea con quanto possono spendere.

 

Il concetto non è quello di fare gli avidi, ma di spendere per quello che veramente interessa a noi.

 

Se sei appassionat* di orologi è assolutamente comprensibile l’acquisto di un Rolex.

 

Come se lo sei per le auto, le borse, o in qualunque cosa in cui nutri veramente una passione.

 

Spiegato in maniera ancora più semplice: un conto è poterselo permettere, un altro è farsi i debiti per pagarsi le vacanze.

 

Alla prossima,

Francesco

 

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