Fa ridere ma fa anche riflettere.

“Mostrami gli incentivi e ti mostrerò il risultato.”

 

Questa è una citazione di Charlie Munger su come gli incentivi guidano (quasi) tutto.

 

Gli incentivi hanno un risultato binario:

 

  • possibili risultati meravigliosi
  • possibili esiti terribili

 

Partiamo da una definizione base: gli incentivi sono tutto ciò che motiva, ispira o spinge un individuo (o più) ad agire in un modo specifico.

 

Si presentano in due forme:

 

  • Intrinseco: creato dall’interesse o dal desiderio personale
  • Estrinseco: creato da fattori esterni, tipicamente una ricompensa (incentivo positivo) o una punizione (incentivo negativo).

 

In questa Newsletter ti parlo del problema degli incentivi, passando in rassegna alcuni esempi di un passato non troppo felice.

 

È per gli incentivi che il capitalismo funziona, ma ha periodici fallimenti ed è per questo che il socialismo e soprattutto il comunismo non funzionano mai, non hanno mai funzionato e mai funzioneranno.

 

Ma andiamo per gradi.

 

Per introdurre il tema cito due famose storie riguardo al problema degli incentivi.

 

In Vietnam, sotto il dominio coloniale francese, c’è stata un’infestazione di topi.

 

Cosa ha fatto il governo per risolverla? Hanno banalmente offerto una taglia sui topi (e per riscattarla, le persone dovevano dare prova della disinfestazione portandosi con se la coda del topo).

 

Con il tempo sono state pagate molte taglie, ma il problema non è migliorato.

 

Quale era il problema allora?

 

I funzionari del governo (che pagavano le taglie) notarono ben presto topi che correvano senza coda.

 

In pratica, le persone tagliavano la coda dei topi e li liberavano per farli riprodurre, in modo da aumentare il numero di topi in circolazione, tagliare più code e avere così più soldi dalle taglie.

 

Questo è il primo esempio di incentivo che non è andato a buon fine.

 

La seconda storia è ancora più famosa.

 

Il governo britannico era preoccupato per il numero di cobra a Delhi e quindi ha offerto una taglia per ogni cobra morto.

 

All’inizio, questa strategia ebbe successo: molti serpenti furono uccisi per ricevere la ricompensa.

 

Tuttavia, le persone iniziarono ad allevare cobra per guadagnare facilmente denaro.

 

Quando il governo ne venne a conoscenza, il programma di ricompense fu abolito con più serpenti di prima.

 

 

L’effetto cobra è un fenomeno indesiderato che si verifica quando un tentativo di risolvere un problema ha l’effetto perverso di aggravare il problema originario.

 

E gli incentivi (spesso) sono la causa principale.

 

C’è una storia molto peggiore rispetto a quella dei topi e dei serpenti, ma prima dobbiamo introdurre due elementi.

 

Gli incentivi estrinseci (quelli creati da fattori esterni, un Governo ad esempio) coinvolgono due componenti chiave:

 

  1. Misura: ossia la metrica in base alla quale verrà giudicato l’individuo, o il gruppo, che può essere quantitativa (KPI) o qualitativa.
  2. Obiettivo: il target da raggiungere, o meglio il livello della misura a cui verrà rilasciata una ricompensa, o una punizione. L’obiettivo può essere specifico (ricevi il tuo incentivo se il KPI raggiunge il livello X) o generale (ricevi il tuo incentivo se il tuo manager è soddisfatto del tuo lavoro).

 

Questo semplice modello di incentivi, o gli incentivi stessi (come abbiamo capito), spesso portano a risultati e conseguenze indesiderate.

 

Sono state definite tre leggi che riporto per approfondire il tema (se vuoi puoi saltare questo pezzo e arrivare direttamente alla storia centrale).

 

  1. La legge di Goodhart: quando una misura diventa un obiettivo, cessa di essere una buona misura. Se una misura delle prestazioni diventa un obiettivo dichiarato noi esseri umani tendiamo a ottimizzarlo, indipendentemente dalle conseguenze dirette e indirette.

 

  1. La legge di Campbell. “Più un indicatore sociale quantitativo viene utilizzato come ausilio decisionale nella politica sociale, più è probabile che questo indicatore venga manipolato e agisca come un fattore di distorsione, distorcendo così i processi sociali che dovrebbe monitorare”. La legge di Campbell può essere vista come un esempio dell’effetto Cobra, che è l’effetto negativo di alcune politiche pubbliche e interventi governativi in economia, commercio e assistenza sanitaria. Potrei fare un lungo elenco di politiche che hanno portato, portano e porteranno effetti indesiderati ma ti lascio nella tua personale riflessione.

 

 

  1. La critica di Lucas. Probabilmente uno degli economisti più influenti dagli anni ‘70, vincitore del Nobel per l’economia nel ‘95, Robert Lucas ha scritto un articolo nel 1976 in cui critica con vigore l’ortodossia keynesiana e i suoi modelli, sottolineando che considerano i risparmiatori poco reattivi alle politiche statali, o addirittura completamente passivi. Tuttavia, l’ipotesi dell’incapacità dei risparmiatori di adattare e anticipare le politiche economiche e le loro conseguenze è alla base dei metodi di previsione economica e soprattutto degli studi di impatto delle riforme economiche. La critica di Lucas raccomanda di evitare di basarsi ingenuamente su statistiche passate per prevedere il comportamento futuro dei risparmiatori (o degli agenti in generale). Per spiegarlo ancora più semplicemente possiamo utilizzare un suo esempio pratico.

 

Quanto dovrebbe spendere una base militare che custodisce le riserve monetarie e le riserve auree degli Stati Uniti d’America, per non farsi rapinare? Qualche decina di milioni se non qualche centinaia?

 

Bé, le statistiche che si basano sulle serie storiche passate non sono d’accordo.

 

Fort Knox non è mai stato derubato.

 

L’analisi statistica, che utilizza dati aggregati di alto livello, indicherebbe, in questo caso, che la probabilità di una rapina è indipendente dalle risorse spese per la difesa della base.

 

L’implicazione di tale analisi sarebbe l’eliminazione delle difese e il risparmio di tali risorse.

 

Questa analisi sarebbe, tuttavia, soggetta alla critica di Lucas.

 

Dopo questa parte di teoria economica passiamo ad un altro esempio.

 

Questo è relativo ai giorni nostri, accaduto 2 anni fa.

 

La dirigenza della banca Wells Fargo considerava l’apertura di nuovi conti un modo semplice per monitorare la crescita del business (+ conti nuovi + commissioni da applicare + utili) e per promuovere le aperture dei nuovi conti ha dato ai suoi dipendenti obiettivi sul tasso di apertura (ricordiamo metrica e obiettivi), in pratica degli incentivi.

 

Il risultato?

 

I dipendenti, spinti dal forte incentivo, hanno aperto milioni di account falsi e Wells Fargo è stata multata di 3 miliardi per l’evidente frode.

 

 

 

Immagina ora di essere a capo di un Partito e incentivare i tuoi dirigenti a far aumentare la produzione di acciaio, materie prime e alimenti per venderlo all’estero e diventare così una delle prime potenza al Mondo.

 

Cosa potrebbe succedere?

 

Il peggiore e il più catastrofico sistema di incentivi mai creato nella storia dell’umanità.

 

Nel 2010 è stato pubblicato il più autorevole e documentato studio scientifico su questa vicenda (per decenni vero tabù), opera dello storico olandese Frank Dikötter, “Mao’s Great Famine”, che attribuisce al presidente Mao la responsabilità per la morte di ben 45 milioni di persone, per lo più falcidiate dalla fame e dalla malattia, ma non solo: dai due ai tre milioni di cinesi sarebbero stati picchiati o torturati a morte, o sottoposti alla pena capitale, per non aver raggiunto gli obiettivi di produzione fissati, per aver dichiarato pubblicamente che erano irraggiungibili, o per aver osato criticare la politica del governo.

 

Tutto comincia alla fine del 1957, quando Mao torna dal vertice mondiale dei partiti comunisti di Mosca.

 

Erano gli anni della guerra fredda, dove Russia e America si sfidavano a viso aperto per la supremazia mondiale.

 

In questo contesto anche la Cina voleva fare la sua parte e arrivare tra le nazioni che dominavano.

 

Inizia così il “Grande Balzo in Avanti”, il piano economico e sociale praticato dalla Repubblica Popolare Cinese dal 1958 al 1961, che si propose di mobilitare la vasta popolazione cinese per riformare il paese, trasformando il sistema economico rurale, fino ad allora basato sull’agricoltura, in una moderna e industrializzata società comunista, caratterizzata dalla collettivizzazione.

 

Mao proclama che l’industria pesante e l’agricoltura della Cina avrebbero superato quelle della Gran Bretagna nello stesso arco di tempo.

 

A questo scopo ordina di raddoppiare in un anno la produzione cinese di acciaio, di rivoluzionare le tecniche delle colture e dell’allevamento e di riorganizzare il mondo rurale in comuni popolari dove la proprietà privata sarebbe stata integralmente abolita: tutta la produzione andava consegnata a un’autorità centrale e persino le cucine familiari andavano smantellate e sostituite con mense popolari che avrebbero provveduto ai pasti dei contadini.

 

In ogni cortile vengono costruite fornaci, alimentate da ogni tipo di legname, comprese porte e finestre delle case, e da ogni tipo di metallo destinato alla produzione di acciaio, comprese padelle e utensili da cucina in ferro e in ghisa.

 

Cento milioni di contadini sono obbligati a dedicarsi alla costruzione e all’alimentazione delle fornaci, trascurando il lavoro dei campi.

 

Inizia così uno dei periodi peggiori che l’umanità abbia visto.

 

Frutto di un incentivo estrinseco fatto da poche ricompense e molte punizioni.

 

Il risultato fu agghiacciante: in appena tre anni morirono di fame tra i 30 e i 60 milioni di persone (la Cina allora contava 650 milioni di abitanti circa).

 

Tra il 5 e il 10 per cento della popolazione.

 

Fra il 1959 e il 1962 ebbe luogo una gravissima carestia che colpì l’intero paese provocando decine di milioni di morti.

 

A causare la Grande carestia sono stati il sistema altamente centralizzato che aveva come perno l’economia pianificata e il sistema totalitario in cui si sommavano caratteristiche della tradizionale monarchia cinese e del dispotismo staliniano.

 

Blocco delle informazioni, pestaggi, cannibalismo, decine di milioni di morti.

 

Questi solo alcuni dei risultati degli incentivi.

 

Se si vuole controllare la grande macchina dell’economia nazionale e far sì che essa funzioni è necessario tenere in considerazione, in ogni momento, i cambiamenti istantanei degli innumerevoli parametri che sono parte di questo sistema dinamico e in base a questi cambiamenti elaborare un piano dettagliato che venga messo in pratica con precisione e tempestività.

 

Bello in apparenza, ma impossibile la realizzazione.

 

Magari tra un milione di anni con computer e intelligenza artificiale più potenti, magari (e dico magari) si potrà prevedere l’evoluzione di una piccola parte dei parametri.

 

Oggi è impossibile. 70 anni fa ancora di più!

 

Secondo Hayek, Nobel per l’economia nel 1974, tra i massimi esponenti della scuola austriaca: “quando esercitiamo tutte le nostre forze per plasmare consapevolmente il nostro futuro in base a sublimi ideali, in realtà generiamo inconsapevolmente risultati opposti a ciò per cui abbiamo sempre combattuto”.

 

Mao Zedong sperava di condurre la Cina verso il paradiso, ma in realtà la condusse solo all’inferno.

 

Alla prossima,

Francesco

 

Tabella dei Contenuti

Notizie più lette

Compila il modulo per iscriverti