Home sweet home: diventa un investitore migliore.

Uno dei concetti su cui baso la mia professione e su cui insisto di più è sicuramente l’importanza della diversificazione quando si tratta di investire i propri soldi. Non è un caso.

La diversificazione è ciò che più si avvicina a un “pasto gratis” nei mercati finanziari. Bisogna però avere ben chiaro che cosa s’intende per diversificazione e soprattutto evitare le distorsioni cognitive (chiamati bias) più comuni che inducono a pensare erroneamente di aver diversificato i tuoi investimenti.

Nella newsletter di oggi voglio parlarti di uno di questi pregiudizi mentali, l’home bias, e come non caderne vittima.

Che cos’è l’home bias

L’home bias è quella distorsione cognitiva, ovvero una trappola mentale, che ci induce a sopravvalutare ciò che riteniamo familiare e domestico a scapito di tutto ciò che sembra distante e poco conosciuto.

Quando colpisce gli investitori, l’home bias porta a focalizzarsi e a investire esclusivamente su ciò che è legato alla nazione di residenza ignorando tutto ciò che succede al di fuori dei confini nazionali.

Se ancora non ti è chiaro il funzionamento dell’home bias, fai questo semplice test.

Se vivi in Italia devi sapere che la Borsa italiana ha un peso dell’1% rispetto alla capitalizzazione complessiva delle borse mondiali.

Fatto 100 il valore di tutte le borse presenti al mondo, la Borsa italiana vale 1!!!

Ora che hai questo dato, apri il tuo online banking e guarda come sono composti i tuoi portafogli d’investimento.

Se hai più dell’1% del tuo patrimonio finanziario investito in roba italiana (titoli di Stato, azioni di aziende italiane o fondi di investimento che operano solo sul mercato italiano) sei affetto dall’home bias.

Senza se e senza ma.
Trent’anni fa investire i propri capitali esclusivamente nel listino borsistico domestico aveva senso.
C’erano delle preclusioni, delle barriere quasi insormontabili per il risparmiatore individuale: dovevi parlare una lingua straniera, trovare un intermediario fisico da cui acquistare i titoli e i costi per comprare azioni e obbligazioni straniere erano molto alti.

Oggi, questi problemi non ci sono più.

Eppure, l’home bias è ancora ben radicato nella testa degli investitori italiani.

E la ragione è molto semplice.

Investire in qualcosa di cui sentiamo parlare superficialmente nei quotidiani, nei telegiornali, nelle conversazioni fra conoscenti, ci dà un falso senso di sicurezza.

Ti illudi di conoscere una determinata azienda perché magari un tuo conoscente ci lavora, o perché passi davanti alla sua sede ogni mattina.

Compri a mani basse Btp a lunga scadenza sull’onda dell’odioso incitamento all’investimento patriottico da parte di alcuni esponenti delle istituzioni (e dei rischi che corri te ne ho ampiamente parlato in precedenti newsletter).

Al contrario comprare un fondo ben diversificato significa investire i tuoi risparmi in aziende olandesi che producono mobili, manifatture australiane, calzaturifici inglesi e banche canadesi.

E chi li conosce questi qua?

Non è meglio investire sui titoli bancari italiani, i grandi colossi italiani dell’energia e compagnia bella?

Ecco, chi ragiona così dimostra di non aver affatto chiaro il concetto di diversificazione ed è sicuramente vittima dell’home bias.

Investire solo nel mercato di residenza perché ne senti la vicinanza geografica e ti illudi di conoscerlo meglio ha rischi e svantaggi non indifferenti.

Vediamoli nello specifico.
I rischi dell’home bias

Se ancora sei convinto che investire nella cara vecchia Borsa italiana sia la soluzione d’investimento migliore, eccoti alcuni rischi e svantaggi di cui nessuno ti parla.

1) Ti esponi a un grosso rischio specifico

L’insostenibilità del debito pubblico e la scarsa produttività del sistema economico italiano non sono certo un mistero.

Ora, se lavori in Italia, possiedi immobili in Italia, percepisci una pensione erogata dallo Stato italiano, possiedi un’azienda che ha clienti e fornitori quasi esclusivamente italiani, spiegami per quale ragione dovresti investire il 100% dei tuoi risparmi in asset italiani.

La tua diversificazione reale è già pari a zero, quindi perché non diversificare a livello internazionale almeno i tuoi investimenti?

Qua voglio essere estremamente chiaro.

Se il sistema Italia dovesse andare in default, non solo potresti perdere il lavoro, veder calare drasticamente il tuo fatturato, veder aumentare le imposte sugli immobili e tagliati ulteriormente i fondi alla sanità, ma perderebbero di valore anche i tuoi investimenti.

2) L’altissimo costo opportunità di investire esclusivamente nella Borsa italiana

Il costo opportunità è il valore dell’alternativa a cui rinunci quando effettui una scelta.

Quando investi solo in prodotti finanziari italiani stai rinunciando a prendere parte alla crescita economica e finanziaria di tutto il resto del mondo. 

Se investi in questo modo, vuol dire che, anche solo implicitamente, ritieni che il mercato italiano possa essere in grado di far meglio di tutti gli altri mercati borsistici mondiali.

Di fatto stai scommettendo sul fatto che il mercato italiano ti possa offrire rendimenti superiori al mercato americano, al mercato cinese, al mercato di Hong Kong e via dicendo.

Come sta andando finora?

Dal 2010 ad oggi, il FTSE MIB, il più importante indice azionario della Borsa italiana, ha reso circa il 25%, contro il 190% di un indice azionario globale ben diversificato.

Se avessi investito esclusivamente in titoli italiani, non solo ti saresti assunto più rischio, ma avresti anche ottenuto rendimenti decisamente limitati.

3) La trappola dell’illusione della familiarità e del controllo

L’home bias è subdolo perché ti trasmette un falso senso di sicurezza.

Inconsciamente pensi di avere più controllo sui tuoi investimenti, quando in realtà non è affatto così. 

Investo in (metti il nome di un’azienda quotata italiana a caso) perché la conosco, è un sacco di anni che ne sento parlare bene!

Ma quanto ne sai realmente di quest’azienda?
Sai come funziona il modello di business?
Conosci i membri del consiglio d’amministrazione e le loro strategie di management?
Sai come fa soldi l’azienda?
Ti accorgi quando va in crisi?
I bilanci sono a posto?
I margini di profitto aumentano o diminuiscono?

Se non sai rispondere a queste semplici domande, non conosci ciò in cui stai investendo. 

E il fatto che tu sia cliente e che ti piacciano i prodotti o i servizi offerti, che la sede dell’azienda sia vicino casa, che tuo cugino ci lavori, non sono fattori che ti qualificano come esperto conoscitore dell’azienda, figuriamoci del mercato.

Come ti ho mostrato, l’home bias è uno dei pregiudizi mentali più pericolosi quando si tratta di investire i tuoi risparmi.

Ora vediamo come superarlo.

L’importanza della diversificazione

Se dovessi riassumere in una parola come sconfiggere l’home bias sarebbe… diversifica!

A meno che tu non abbia la sfera di cristallo, la diversificazione è il modo migliore per non cadere vittima dell’home bias, non incappare in errori potenzialmente rovinosi e ridurre il rischio complessivo del tuo portafoglio.

Non potendo sapere quali saranno i mercati che performeranno meglio in futuro, comprali tutti.

Come diceva il grande John Bogle:

“Non cercare l’ago nel pagliaio, comprati il pagliaio”

Diversificare significa esattamente questo.

Investire, secondo determinate proporzioni, in tutti i mercati geograficamente disponibili e in tutti i settori produttivi possibili.

Portato agli estremi, la massima diversificazione possibile significa investire proprio su tutte le aziende presenti su tutti i mercati esistenti al mondo e su tutte le obbligazioni emesse da ogni singolo stato sovrano o entità sovranazionale.
Ovviamente questo non è possibile. O meglio, è possibile, ma non è la scelta ideale per il risparmiatore privato, già solo per i costi relativi al numero di transazioni.

E’ tutta questione di equilibrio!!!

Tra la diversificazione totale investendo in tutto ciò che è investibile e la concentrazione dei propri investimenti su un unico mercato borsistico, magari anche periferico come quello italiano, c’è la giusta soluzione di buon senso.

Un fondo ben diversificato, pur non investendo in proprio tutto su cui è possibile investire, offre già una diversificazione geografica, valutaria e settoriale che minimizza il rischio specifico legato all’andamento della singola economia.

In altre parole, la diversificazione riduce il rischio complessivo del tuo portafoglio.

L’home bias, al contrario, lega indissolubilmente i rendimenti del tuo portafoglio al mercato di residenza e fa aumentare la tua esposizione al rischio specifico.

Io non ho dubbi da che parte stare.

Spero di essere riuscito a trasmettere anche a te l’importanza della vera diversificazione negli investimenti, perché è uno dei concetti base che ogni investitore dovrebbe conoscere.

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