I beni di consumo essenziali.

Nei precedenti articoli abbiamo cominciato a conoscere Warren Buffett e ad analizzare il suo portafoglio investimenti della società, da lui posseduta, Berkshire Hathaway.

Hai già letto quali sono i due settori a cui è più esposto, oggi andremo a vedere insieme il terzo settore più rilevante nei suoi investimenti.

Il terzo settore in classifica è… quello dei beni di consumo “essenziali”, che rappresentano il 14,25% dell’intero portafoglio.

Per beni di consumo essenziali si intendono quei beni per i quali c’è una domanda relativamente costante nel tempo, come cibo, bevande, prodotti di igiene e casalinghi.
I brand inclusi (in ordine di % di investimento) sono:

  • Coca-Cola
  • Kraft Heinz (multinazionale che raggruppa diversi marchi alimentari)
  • Costco (catena americana di ipermercati all’ingrosso)
  • Kroger (catena americana di negozi al dettaglio)
  • Procter & Gamble (multinazionale che produce diversi marchi di beni di largo consumo)
  • Mondelez (multinazionale che raggruppa diversi marchi alimentari)

Coca-Cola, che è la terza sull’intero portafoglio per esposizione, ha bisogno di ben poche
presentazioni.

Un marchio che è presente in tutto il mondo (ad esclusione della Corea del Nord), che gestisce diversi brand di bevande dal valore di miliardi di dollari e che negli ultimi 57 anni di attività ha distribuito dividendi in crescita (il che è segnale di azienda decisamente solida).

Agli inizi degli anni 2000, il settore dei beni di consumo contava per più del 45% del portafoglio, mentre oggi la quota si è ridotta dei due terzi.

Questo diventa quindi il protagonista del secondo più notevole cambiamento nella strategia
d’investimento di Buffett.

In un periodo di indici azionari in caduta libera (bolla dot-com a cavallo tra fine anni 90 e inizio 2000) era strategico per Buffett acquistare aziende il cui business coinvolgesse prodotti di consumo, che le persone avrebbero comunque continuato a comprare a prescindere da come l’economia andasse.

Inoltre, acquistò solo i brand più affermati, profittevoli e con un business in piedi da tanti
anni, perfetti anche per raccogliere lauti dividendi.

Allora, perchè nel tempo si è assistito a questo sensibile declino di investimenti?
Mancanza di fiducia nel settore?

Molto probabilmente no, ne è testimone la sua presenza in Coca-Cola, l’azienda con più
anzianità” nel suo portafoglio (iniziò ad investirci nel 1988) e che si stima gli distribuirà 640 milioni di dollari di dividendi nel 2020.

La ragione principale di questo cambiamento è da ricollegare alla prima variazione nella strategia di Buffett di cui ti ho parlato.

Ovvero il prolungarsi di un periodo a bassi tassi d’interesse, che ha reso meno attrattive azioni più “tranquille/difensive” come quelle del settore dei beni di consumo e reso più attraenti le azioni a più alta crescita, come quelle del settore tecnologico.

E’ stata quindi una trasformazione naturale e graduale, un adattamento alle nuove condizioni di mercato.

La “new entry” di questo settore è Kroger, della quale Buffett ha acquistato quasi 550 milioni di dollari in azioni nell’ultimo trimestre 2019.

Kroger è la seconda catena di negozi al dettaglio più grande negli Usa (dopo Walmart), con un brand largamente conosciuto e che ha dimostrato di avere un business stabile nel tempo (è in attività già dagli anni ‘50).
Inoltre, Buffett sarà stato probabilmente attirato dal cospicuo dividendo che distribuisce ogni anno, oltre che dal forte impegno che l’azienda sta mettendo nel rafforzare le sue vendite attraverso i canali digitali.

Dopo i tre settori chiave che coprono oltre l’87% dell’intero portafoglio, “piccole” partecipazioni esistono anche nei settori dei trasporti (4,21%), delle telecomunicazioni (3,71%), dei beni non di prima necessità (1,92%), della sanità (1,47%) e dell’energia (0,54%).

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