La favola antifragile, la rovina dell’investitore.

“la Tartaruga e la Lepre” è una favola scritta da Esopo, uno scrittore greco, che visse 600 anni prima di Cristo.

La storia è il racconto di una sfida, tra una lepre e una tartaruga.

I due animali si sfidano ad una gara di velocità, naturalmente la lepre sembra essere la vincitrice annunciata.

Colpo di scena però… la lepre si fermò prima di raggiungere il traguardo e, per mostrare la sua superiorità verso la tartaruga, si sdraiò a fare un sonnellino.

La tartaruga intanto camminava lentamente, un passo dopo l’altro, e quando la lepre si svegliò la vide vicino al traguardo.

Si mise a correre con tutte le sue forze, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara.

Le favole di Esopo hanno tutte una morale alla fine.

In questa storia ne possiamo trovare diverse: “non essere troppo sicuro di sé“, o “chi è costante vince la gara“, oppure la si può vedere come un avvertimento contro il processo decisionale sbagliato.

Ed è questo l’argomento della lettera di oggi.

Sono le cattive decisioni della lepre, non le buone decisioni della tartaruga, che la portano alla sconfitta.

Vincitori e vinti.

  • Nel gioco dei vincitori il risultato è determinato dalle azioni corrette del vincitore.
  • Nel gioco dei vinti il risultato è determinato dagli errori commessi dal perdente.

L’investimento è un gioco di perdenti.

Fa effetto leggere questa frase, lo so.

Ma non sono io a dirlo, ma le statistiche.

Queste ci dicono che la maggior parte degli investitori che tentano di battere il mercato (cioè quelli che cercano di vincere) tipicamente non ottengono risultati soddisfacenti, anzi in alcuni casi perdono tutto.

L’uso della leva finanziaria, investire solo nel breve periodo o cercare di fare market timing sono tutti modi in cui i potenziali vincitori diventano dei veri e propri perdenti.

Ecco spiegata la frase.

E noi stiamo molto attenti a non cadere in questi casi.

La strategia ottimale dei veri investitori (quelli di prima non possono essere definiti tali. Scommettitori, forse, o perditempo) devono assolutamente cercare di NON perdere.

O meglio, bisogna evitare tutte quelle azioni che potrebbero portare alla rovina dell’investitore.

Ecco un grafico veramente chiarificatore.

La giusta lezione da imparare dalle sorprese: il mondo è una sorpresa“.

Daniel Kahneman

(Nota personale: il grafico è così potente, nel far capire quello che vuole rappresentare, per la sua semplicità. Non sempre le cose complesse sono necessariamente le migliori).

Warren Buffett, nella sua lettera del 2005 agli azionisti della Berkshire Hathaway, scrisse:

Nel corso degli anni, un certo numero di persone molto intelligenti hanno imparato che una lunga stringa di numeri molto grossi moltiplicati per un singolo zero fa zero.

1.000.000.000.000 X 0 0

Per ritornare al discorso, bisogna evitare le negatività ovvero:

Evitare l’unico rischio, ossia quello di andare in rovina.

Nel suo libro, Antifragile, Nassim Taleb si riferisce a questo approccio come via negativa.

Rimuovere tutto ciò che non ci serve e tenere solo quello che è indispensabile.

Viviamo in un mondo super dinamico che ci porta spesso ad aumentare le attività, o le cose da fare, per risolvere problemi.

Il processo che si innesca è l’aumento della complessità.

Nel nostro campo un esempio tipico è il classico investitore che, preso dal panico in un momento in cui c’è più volatilità nel mercato (un periodo tipo Guerra commerciale USA-Cina, tensioni di guerra, casini con l’OPEC, etc) va in sovraccarico e inizia ad acquistare e vendere ad ogni notizia positiva e negativa.

Risultato? un completo disastro.

Siamo nel campo della psicologia e della dispersione dell’attenzione.

In quel momento perdiamo il focus.

“Tutto ciò che non è un consapevole impegno sulle cose importanti è un inconsapevole impegno sulle cose non importanti.”

Focalizzazione significa non solo “fare ciò che dovrebbe essere fatto“, ma, cosa altrettanto importante, non fare ciò che non dovrebbe essere fatto“.

In altri termini, intraprendere la Via Negativa, principio introdotto da Taleb nel libro.

La Via Negativa si fonda su due elementi:

  • eliminare ciò che già esiste ed è negativo
  • non introdurre qualcosa di nuovo con caratteristiche negative

Il “non fare” non viene considerato come un’azione.

Tutti i ciarlatani, sfruttando l’ingenuità dei malcapitati, si possono riconoscere dal fatto che offrono solo ed esclusivamente un’azione.

Questo va dal trader direttamente dalla Wall Street della sua cameretta, al dipendente o consulente di banca che consiglia di investire solo per guadagnarci lui.

Eppure, nella pratica, i migliori consigli sono quelli che sfruttano la via negativa, ossia “non fare ciò che non dovrebbe essere fatto”.

  • Non usare tutto il patrimonio per entrare a mercato, ma pianificare prima
  • Ridurre l’esposizione su un singolo asset, aumentando la diversificazione
  • Non investire tutta la liquidità per usarla quando occorre

Riusciamo, in questo modo, a ridurre buona parte dei rischi di incidenti grazie a questi “piccoli” accorgimenti che ci rendono più antifragili.

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