La psicologia del denaro.

Lo scorso mese, tra le mie letture, mi sono dedicato al libro The Psychology of Money, di Morgan Housel.
Ho trovato molte correlazioni con la filosofia che ho io di investitore, quindi ho pensato di condividere alcuni spunti utili.

Il libro per ora è solo in lingue inglese, ma presto verrà tradotto in 30 lingue (tra cui l’italiano).

E’ un ottimo libro, con un approccio pratico al mondo della psicologia del denaro (e degli investimenti).

Housel aiuta il lettore a riflettere sul rapporto personale con i soldi e lo fa raccontando storie che fanno riflettere.

Partiamo quindi.

1. Essere persone intelligenti non è una garanzia sufficiente nel saper gestire al meglio il proprio denaro

Le persone fanno cose pazze con i soldi.

Ma nessuno è pazzo.

Per una ragione: persone di generazioni diverse, cresciute da genitori diversi che guadagnavano redditi diversi e hanno assimilato valori diversi, in parti del mondo diverse, nate in economie diverse, che vivono mercati del lavoro diversi con incentivi diversi e un diverso livello di fortuna, imparano lezioni molto diverse.

Ogni decisione che le persone prendono con il denaro è giustificata prendendo le informazioni che hanno al momento, e inserendole nel loro unico modello mentale di come funziona il mondo.
Le persone dovrebbero prendere decisioni di investimento basate sui loro obiettivi e sulle caratteristiche delle opzioni di investimento disponibili in quel momento.

Ma non è quello che la gente fa.

Gli economisti hanno scoperto che le decisioni di investimento delle persone nel corso della loro vita sono fortemente ancorate alle esperienze che questi hanno avuto nella loro stessa generazione, specialmente le esperienze all’inizio della loro vita adulta.

La loro visione del denaro si è formata in mondi diversi.

Una visione del denaro che un gruppo di persone ritiene insensata, può avere perfettamente senso per un altro.

Poche persone prendono decisioni finanziarie puramente con un foglio di calcolo.

Le prendono a tavola, o in una riunione aziendale.

Luoghi in cui la storia personale, la visione unica del mondo, l’ego, l’orgoglio, il marketing e strani incentivi sono mischiati insieme in una narrazione che funziona per quel soggetto.

Fare bene con i soldi, quindi, ha poco a che fare con quanto sei intelligente e molto a che fare con come ti comporti.

Un genio che perde il controllo delle proprie emozioni può essere un disastro finanziario.

Ed è vero anche il contrario.

Gente comune può essere ricca se ha una manciata di abilità comportamentali che non hanno nulla a che fare con misure di intelligenza.

Basta un q.b. (unità di misura in cucina, quanto basta) di alfabetizzazione finanziaria corretta.

2. Fortuna e rischio

“La fortuna e il rischio sono gemelli. Sono entrambi la realtà che ogni risultato nella vita è guidato da forze diverse dallo sforzo individuale”.

Entrambi accadono perché il mondo è troppo complesso per permettere al 100% delle tue azioni di dettare il 100% dei tuoi risultati.

Questo messaggio è controintuitivo, ma abbastanza potente.

Ne parlava Nassim Taleb in “Giocati dal caso” quando diceva:

Nessuno accetta il caso come causa del proprio successo, ma solo del proprio fallimento”.

Nel libro viene fatto l’esempio di Bill Gates, diventato quel che è adesso per il ruolo della fortuna nella sua vita: trovarsi nell’unica scuola con un computer nel 1968, la Lakeside School.

  • Nel 1968 c’erano circa 303 milioni di persone in età da scuola superiore nel mondo, secondo l’ONU.
  • Circa 18 milioni di loro vivevano negli Stati Uniti.
  • Circa 270.000 di loro vivevano nello stato di Washington.
  • Poco più di 100.000 di loro vivevano nell’area di Seattle.
  • Solo circa 300 di loro frequentavano la Lakeside School.

Tra questi Bill Gates.

Siamo in gioco con sette miliardi di altre persone e infinite parti mobili.

L’impatto accidentale delle azioni al di fuori del nostro controllo, può essere più casuale di quelle che prendiamo consapevolmente.

La difficoltà di identificare ciò che è fortuna, ciò che è abilità e ciò che è rischio è uno dei maggiori problemi che affrontiamo quando cerchiamo di imparare il modo migliore di gestire il denaro.

Se riconosciamo, come il caso di Bill Gates, che la fortuna ci ha portato al successo, allora dobbiamo considerare anche il rischio.

Che può trasformare la nostra storia altrettanto rapidamente…

Ma lo stesso è vero nell’altra direzione: il fallimento può essere un pessimo insegnante, perché induce le persone intelligenti a pensare che le loro decisioni erano terribili, quando a volte riflettono solo la realtà imperdonabile del caso.

Il trucco è organizzare e pianificare i nostri investimenti già prima che il caso ci possa “fregare”, in modo che un cattivo investimento ora e un obiettivo finanziario sbagliato più avanti, non ci spazzino via.

3. Paradosso dell’uomo in macchina

Raramente quando vedi qualcuno che guida una bella macchina pensi:

Wow, il tizio che guida quella macchina è un figo“.
Molto più spesso si pensa:

Wow, se avessi quella macchina la gente penserebbe che sono figo“.

Il paradosso della ricchezza è che le persone tendono a volere la macchina per “segnalare” agli altri che dovrebbero essere apprezzati e ammirati.

L’ironia del denaro.

Tendiamo a giudicare la ricchezza da ciò che vediamo, perché sono le informazioni che abbiamo di fronte a noi.

Non possiamo vedere i conti bancari o gli estratti conto delle persone. Quindi ci affidiamo alle apparenze per valutare il successo finanziario.

Auto. Case. Foto. Vestiti. Vacanze. Instagram.

La verità è che la ricchezza è ciò che non si vede.

La ricchezza è la bella macchina non acquistata. I diamanti non acquistati.  Gli orologi non indossati, i vestiti dimenticati e l’upgrade in prima classe rifiutato.
La ricchezza è il patrimonio finanziario che non è stato ancora convertito in ciò che si vede”.

Quando la maggior parte delle persone dicono di voler essere milionari, quello che in realtà potrebbero voler dire è “vorrei spendere un milione di dollari“.

E questo è letteralmente l’opposto di essere milionario.

Meno ego, più consapevolezza dei nostri reali interessi, più ricchezza.

Questo dovrebbe essere il nostro motto.

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