Le cose più importanti sono quelle che non cambiano.

Il 2022 è stato un anno che non ci ha fatto mancare nulla. 

 

Una guerra, una fiammata di inflazione, una possibile crisi energetica. 

 

In uno scenario così complesso e continuamente in evoluzione, la tentazione di cercare l’investimento “opportunista” è sempre fortissima.

 

Riuscire a trovare l’asset class in grado di fare faville nonostante tutto quello che sta succedendo, anzi magari proprio per quella ragione. 

 

Questa mentalità da opportunista però non funziona per gli investimenti di lungo periodo. 

 

La domanda da farsi non è: “Quale asset class mi proteggerà e mi farà guadagnare nei prossimi due mesi?” 

 

Ma “Quale asset class mi farà proteggerà e mi farà guadagnare nei prossimi venti o trent’anni?” 

 

A questo proposito, ho letto recentemente una storia molto istruttiva, relativa al leggendario Warren Buffett. 

 

Nel 2009, nel pieno della crisi finanziaria, era in macchina con un amico, chiamato Jim (nome inventato) che gli chiese: “La situazione è così grave. Come farà l’economia a riprendersi da questa situazione?“. 

 

Warren disse: “Jim, sai quali erano le barrette più vendute nel 1962?”.

 

“No”. 

“Le Snickers”. 

“E sai quali sono le barrette più vendute oggi?”. 

“No” 

“Le Snickers”

 

Poi il silenzio. 

La conversazione finì lì. 

 

Anche in mezzo ad una situazione molto caotica, dove la gente stava perdendo il lavoro ed il sistema finanziario era a rischio, Warren Buffett era concentrato solo su quello che non sarebbe cambiato nei prossimi anni. 

 

Può sembrare un ragionamento superato, ma dai un’occhiata alla stanza dove ti trovi a casa tua. 

 

Molta della “tecnologia” che hai a disposizione è vecchia di centinaia di anni, se non di più. 

 

Sedie, tavoli, finestre, bicchieri. 

 

È molto facile dimenticarsi di quello che esiste da generazioni e concentrarsi solo sulle nuove tendenze. 

 

Ma per chi investe per il lungo periodo, avere in portafoglio tutto ciò che ha superato il test del tempo è fondamentale. 

 

A cosa mi riferisco in particolare? 

 

A due cose. 

 

Ai mercati finanziari che dal 1900 hanno provato di essere resistenti a discese delle varie economie, varie fasi di cicli economici, e agli altri rischi che di solito ricorrono. 

 

Compresi quelli che colpiscono i fondi comuni, dove troviamo il rischio manager, il rischio di venire chiusi dopo anni e anni di onorato servizio, e così via. 

 

E alle azioni, storicamente l’asset class più redditizia quando l’orizzonte temporale si allunga. 

 

Forse tutto questo può sembrare banale, ma ogni stagione economica ha le sue sirene fatte apposta per distogliere la tua attenzione da questi semplici fatti.

 

Quando tutto va bene, spuntano come funghi nuovi investimenti alternativi che promettono di farti diventare ricco in tempo zero. 

 

Quando tutto va male, la voglia di disinvestire e stare liquidi in attesa che passi la tempesta. 

 

Per poi magari non rientrare mai più.

 

Tra questi alti e bassi emotivi, rimanere concentrati su quello che non cambia mai è l’unica strategia vincente. 

 

Forse non quella più appariscente, e non quella più divertente. 

 

Ma è quella che ti porterà al traguardo e ti farà raggiungere i tuoi obiettivi, durante ogni stagione economica.

 

Alla prossima,

Francesco

Tabella dei Contenuti

Notizie più lette

Francesco Arnone