Tagli alla sanità e finanza personale.

Nella scorsa puntata abbiamo visto come il rapporto sui conti pubblici 2020 della Corte dei Conti non sia stato così positivo per il futuro.

Ed abbiamo visto come i primi 2 punti (La mancanza di competitività del “Sistema Italia”Spese e le pensioni sempre più pesanti) incidano sulla finanza pubblica ma anche sulle tue finanze personali.

Ora andiamo a scoprire gli altri due punti che ti avevo promesso:

  1. Sempre più tagli nella sanità pubblica, aumento delle spese per la sanità privata
  2. Finanza personale: l’unica cosa di cui ti devi preoccupare

3. Sempre più tagli nella sanità pubblica, aumento delle spese per la sanità privata

Il Coronavirus ha messo a nudo delle gravi carenze organizzative e strutturali dal punto di vista sanitario, anche nelle regioni messe meglio da questo punto di vista (la Lombardia su tutte).

L’argomento è quindi molto spinoso e l’unico modo efficace per gestirlo, è quello di lasciare per un attimo le emozioni da parte e concentrarci sui dati e sui numeri.

Più freddi, ma in grado di raccontare una loro storia.

Purtroppo, l’inizio non è molto incoraggiante.

Lo Stato italiano spende sempre meno per la sanità.

La Corte dei Conti infatti scrive:

Sembra, infatti, persistere nel confronto internazionale l’andamento che l’Italia ha fatto registrare tra il 2009 e il 2018: una riduzione, in termini reali, delle risorse destinate alla sanità particolarmente consistente. La spesa pro capite a prezzi costanti (prezzi 2010) è passata, infatti, da 1.893 a 1.746 euro, con una riduzione media annua di 8 decimi di punto.

Una flessione molto più contenuta rispetto ad altri Paesi in difficoltà (Grecia -4,5 punti l’anno), ma che ci differenzia, pur rimanendo superiore nel livello, dall’andamento registrato in Spagna e Portogallo (rispettivamente -6 decimi e -7 decimi), Paesi che hanno vissuto come l’Italia difficoltà finanziarie significative.

La spesa è invece cresciuta (sempre in media annua) del 2 per cento in Francia, dello 0,5 per cento in Olanda, del 2,2 per cento in Germania.

Questo trend non incoraggiante si può notare anche da un altro dato.
Il valore della spesa a carico dei privati è in aumento rispetto a 10 anni fa.

Questo significa che oggi ci sono più persone che decidono di farsi carico delle loro spese sanitarie, spesso per ragioni di tempo o di ricerca di qualità più elevata.

Sempre la Corti dei Conti scrive.

La spesa sanitaria diretta delle famiglie è cresciuta tra il 2012 e il 2018 del 14,1 per cento contro il 4,5 per cento di quella delle Amministrazioni pubbliche.

Di rilievo la crescita anche di quella coperta da regimi di finanziamento volontari (+31,5 per cento).

Un esempio di inflazione personale all’opera, solo che invece del monopattino elettrico (che giuro essere entrato nel paniere ISTAT per motivi che sfuggono alla mia comprensione), stiamo parlando di spese mediche che possono salvarti o migliorarti la vita.

Tutti aspetti di cui parlo da anni e che non hanno cambiato direzione.

Come ultima nota negativa, c’è un ultimo trend negativo che riguarda la sanità.

È in aumento il numero di professionisti del settore (infermieri e medici) che decidono di andare all’estero alla ricerca di condizioni di lavoro migliori.

A livello nazionale, negli ultimi anni, sono state bloccate o pesantemente ridotte le assunzioni, il che ha portato ad una diminuzione dei medici che lavorano per l’SSN.

Sono meno oggi che nel 2012, per darti un’idea.

Quindi assistiamo ad un paradosso per cui il sistema italiano forma professionisti e poi, anziché offrirgli le migliori possibilità di carriera in Italia, li spinge ad andare all’estero, dove troveranno condizioni migliori.
Questo percorso è stato seguito da ben 11 mila medici finora, come puoi vedere nella tabella sotto.

E sia chiaro che non li condanno affatto.

Anzi, penso che abbiano fatto bene ad andare a cercare un sistema che li ricompensa adeguatamente per le loro capacità.

  1. Finanza personale: l’unica cosa di cui ti devi preoccupare

Il quadro che emerge analizzando il rapporto della Corte dei Conti è piuttosto sconfortante, lo ammetto, ma la ragione di questo articolo non è lamentarsi su quanto era più bella la vita nel 2007.

È solo mostrare, attraverso i numeri, che la situazione italiana si è deteriorata parecchio negli ultimi anni e che, ad oggi, non si vedono inversioni di tendenza significative.

Quindi, in quest’epoca a due dimensioni, dove si ha, allo stesso tempo, la conoscenza di ogni cosa a portata di click ma dove lo Stato italiano sta faticando sempre di più a mantenere le promesse che ha fatto negli ultimi 100 anni, è tempo di cominciare ad assumersi la propria responsabilità individuale e cominciare a fare le scelte giuste per mettersi in una posizione di forza finanziaria.

Posizione che ti permetterà di rimanere sereno qualsiasi cosa accade fuori dalla tua sfera di controllo (quindi qualsiasi sia la situazione socioeconomica italiana).

Proprio come quando in aereo ti consigliano di mettere per primo la mascherina per l’ossigeno nel caso in cui ci fosse un problema in volo.

Una volta fatto questo, puoi cominciare ad aiutare le persone vicino a te, in tutta sicurezza.

Probabilmente ti starai chiedendo: come posso diventare finanziariamente più forte e consapevole?

La risposta è: affidati ad un professionista che crei un tuo percorso personale, completo di portafogli di investimenti e che ti insegni, passo dopo passo, a:

  • investire;
  • guadagnare dai tuoi investimenti;
  • raggiungere i tuoi personali obiettivi di investimento: come per esempio (e non a caso!) accumulare un capitale per andare in pensione prima o semplicemente per integrare la pensione “tradizionale”;
  • metterti in sicurezza, spiegandoti come accantonare del denaro in specifici “cassetti mentali” dedicati alle emergenze o come scegliere le giuste assicurazioni

E io sono qui, per spiegarti che cosa devi fare, a partire da oggi, per riprendere il controllo della tua situazione finanziaria.

Forse sono solo un ingenuo ottimista, ma mi piace pensare che se sempre più persone cominciassero ad adottare questo approccio alla finanza personale, anche in Italia, anziché aspettare che il governo “faccia qualcosa per loro”, sono sicuro che anche i numeri che abbiamo visto in questo report comincerebbero, lentamente, a migliorare.

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